Si chiama RaiUtile ma è completamente inutile: costa 4 milioni di euro l´anno

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da “Il Giornale” di venerdì 26 ottobre 2007


RAI UTILE, LA RETE RECORD DA ZERO SPETTATORI






Si chiama Rai Utile ma è completamente inutile. Costa 4 milioni di euro l’anno


Io, costretto a vederlo almeno farò audience



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Non ho mai odiato il direttore come ieri. Il sadico mi ha costretto a guardare tutto il giorno RaiUtile, il canale in onda sulle piattaforme satellitari, sul digitale terrestre e su internet, «nato per rispondere ai bisogni dei cittadini».


Non l’avesse mai fatto. Certo, se il suo scopo era quello di aumentare gli ascolti di Rai Utile, Mario Giordano l’ha raggiunto in pieno. La mia giornata davanti alla televisione, infatti, ha sicuramente contribuito al successo giornaliero del canale Rai. Questa mattina, quando verranno comunicati i dati Auditel, correrò ansioso a leggermeli. Quelli di mercoledì parlavano chiaro: 0,00 per cento di share dalle 7 alle 8,59 del mattino;0,00 per cento dalle 9 alle 11,59; 0,00 per cento dalle 12 alle 14,59; 0,00 dalle 15 alle 17,59; 0,00 per cento dalle 18 alle 20,29; 0,00 per cento dalle 20,30 alle 22,29 e 0,00 per cento dalle 22,30 alle 2 di notte. Quando si dice un palinsesto gradito allo stesso modoa tutte le ore del giorno.


L’uniformità, peraltro, è garantita anche dagli altri valori rilevati dall’Auditel: sempre zero il livello degli ascolti medi; 0,00 per cento a tutte le ore l’indice di penetrazione, che non è una roba da film hard, ma un dato interessantissimo per gli investitori pubblicitari; zero minuti e 00 secondi in ogni fascia oraria il livello di stazionamento degli spettatori davanti al video; 0,00 per cento a qualsiasi ora la percentuale di permanenza davanti allo schermo. Per un totale di 42mila contatti in un giorno, cioè il dato di chi capita anche solo un secondo su RaiUtile facendo zapping, compresi coloro che usano il telecomando come Lewis Hamilton il pulsante del cambio automatico. Quelli, per intenderci, che lo schiacciano per sbaglio.


Certo, si parla solo degli ascolti di mercoledì. E potrebbe essere demagogico e qualunquista trasformare un giorno qualunque in una cartina di tornasole dell’andamento di un’intera rete. Meglio, molto meglio, occuparsi degli ascolti medi di un mese: a settembre, ad esempio, sono stati 737 in media al giorno. In ottobre, se Mario Giordano continua nella sua imitazione sadica di Charlotte Rampling nel Portiere di notte, saranno 738, me compreso.