LA PASSIONE AZZURRA NON CONOSCE CONFINI

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CASTELVOLTURNO – I compagni lo prendono in giro: «Dai Walter, provaci anche con Buffon, vogliamo vedere se riesci a far gol come all’Olimpico». Gargano sta allo scherzo e replica: «Certo che ci provo, l’appetito vien mangiando ma voi sareste capaci di tirare da tanto lontano?».
L’uruguaiano è diventato la mascotte dello spogliatoio.Non tanto per l’altezza (è il più basso, 1.68) quanto per la simpatia che sprigiona in allenamento e fuori. Anche Reja scherza con il ” mota”, il puffo, come lo chiamavano a Montevideo. Fu lui a convenire con Pierpaolo Marino che quel piccoletto tuttopolmoni avrebbe fatto al caso del Napoli. Guardavano insieme le videocassette delle partite del Danubio Fùtbol Club che poi si laureò campione d’Uruguay nello scorso campionato ma non era Gargano l’indiziato bensì un promettente attaccante.
Ad un certo punto Marino esclamò: «Ma quel piccoletto mi sembra proprio Pizarro. Gli somiglia in maniera impressionante » . E da lì cominciò il costante monitoraggio di un giocatore che era stato già in Italia nel 2004, che alcune società (Lazio ed Atalanta) avevano fatto anche seguire senza mai decidersi a prenderlo e sul quale il Napoli si tuffò in gran segreto ad inizio d’estate complice il procuratore di Gargano, Pablo Bentancur che da poco minuti aveva ottenuto l’aumento di ingaggio per Bogliacino, altro suo assistito.
Bentancur contattò dalla sede del Napoli al centro sportivo di Castelvolturno il presidente del Danubio, Dal Campo, ed in brevissimo tempo venne raggiunto l’accordo, sancito via fax per tremilioni e duecentomila euro. Risibile, invece, l’ingaggio proposto a Gargano (impegnato in Coppa America) ed accettato dal suo procuratore: meno di trecentomila euro all’anno. Ingaggio successivamente ritoccato ( per l’azione di disturbo dell’Udinese), con uno scatto dopo le dieci presenze.

INSOSTITUIBILE – Oggi, al puffo, gliene ne mancano due per battere cassa (e sabato troverà un San Paolo da grande notte: gli ultimi biglietti sono andati esauriti ieri mattina.) Le ha giocate tutte e non è mai stato sostituito. Ha anche partecipato a due gare di Coppa Italia (con il Cesena ed il Livorno, saltando solo quella con il Pisa). All’Olimpico Gargano ha realizzato il primo gol in Italia e con la maglia del Napoli. Peraltro, dopo essersi presentato in ritiro poche ore prima della partita e al termine di un lunga trasvolata oceanica, da Asuncion a Roma. Roba da favola.
Se Hamsik e Lavezzi risultano i più celebrati dei nuovi acquisti, Gargano, invece, è colui che gode della maggiore considerazione di Reja. Non riesce proprio a farne a meno. E gradatamente gli sta eliminando anche quei difetti congeniti in chi vorrebbe strafare in campo o di chi ha compiuto ventitrè anni da appena tre mesi. Di lui si stanno accorgendo in parecchi. Ma in Uruguay, il Mota, era più che noto. La stampa di Montevideo l’aveva eletto quale giovane più interessante dell’ultimo torneo di clausura. E un sondaggio tra gli sportivi, votato come il giocatore dal cuore straordinario, inteso in senso metaforico. In realtà, Gargano ha davvero un cuore-super e da qui si spiega la sua eccezionale resistenza in campo (quando gli altri rallentano lui corre ancora, ecco perché nei secondi tempi brilla).
Sabato sera il tamburino di Paysandù, che sta per scacciare l’incubo di un’infanzia vissuta tra mille disagi, ritroverà la Juve che ha già affrontato nel trofeo Moretti allorché Del Piero fece gol per l’ennesima volta al Napoli. Ma Gargano ha invitato Fabiana al San Paolo, la compagna conosciuta da ragazzo a Montevideo, per dedicarle un’altra prestazione da incorniciare e mandarle un bacio davanti a sessantamila persone. Non vede l’ora.
(rino cesarano)


PASSIONE AZZURRA


Tra i sessantamila di sabato sera ci sarà chi arriva dalla Norvegia (Harald Nordhuus), chi dall’Olanda (Elio Lo Conte), chi da Londra (Antonio), chi dalla Germania (Pasquale).
A loro, Napoli-Juve costerà una cifra tra biglietto aereo, pernottamento e tagliando per la partita. Ma non importa, la fede è fede.
E vale la pena assistere alla sfida con la Signora dal vivo per poi raccontarla agli amici che sono rimasti a casa. La Juve, da sempre, viene considerata la rivale per eccellenza dei tifosi partenopei. E solo il fatto che il Napoli possa rinnovare la sfida in serie A, come ai tempi di Maradona, rappresenta un motivo di orgoglio soprattutto per coloro che vivono all’estero.

«Abbiamo fatto le capriole per assicurarci un biglietto. Non sapevamo più chi chiamare: la società, le agenzie di rivendita, i parenti. Arriveremo sabato mattina» , assicura Elio Lo Conte, l’ingegnere chimico che vive in Olanda e riunisce più di diecimila napoletani attraverso il sito Napoliclubinternet.
Il Napoli di De Laurentiis batterà così il record di incasso (un milione e quattrocentomila euro circa tra paganti e abbonati) anche grazie a coloro che si sobbarcheranno un viaggio non indifferente per essere presenti al San Paolo.
Harald Nordhuus, insieme con il fratello, piomberà a Napoli nientemeno che dalla Norvegia: « Tifo Napoli dai tempi di Maradona. Non venivo a Fuorigrotta dalla partita Napoli- Chievo Verona terminata per 3 a 2. Da allora, però, ho sempre seguito con apprensione le vicende del club. Per prenotare un biglietto ho dovuto spedire la fotocopia del documento via fax già prima della partita di Roma» . Harald sarà nel settore distinti con una maglietta azzurra addosso. Antonio, invece, si metterà in viaggio da Londra già domani pomeriggio. Lui ha parenti e amici a Napoli e non avrà problemi di soggiorno. Anche per Antonio non è stato facile reperire un biglietto ed anche lui ha dovuto spedire una copia del documento di riconoscimento: «Mi auguro soltanto che certi tifosi maleintenzionati si comportino in maniera civile, non è possibile intralciare la strada ad una squadra che promette di stupire. Avessimo giocato con lo stadio aperto con il Genoa ora avremmo due punti in più in classifica. Ad ogni modo, forza Napoli e regalaci il sogno di battere la Juve. Viva il rispetto per i tifosi perbene».

Palpita il popolo azzurro sparso nel mondo ed in particolare in Europa dove in alcuni posti (in Svizzera, in Germania e in Olanda) si può seguire la partita attraverso Sky. Chi, invece, dovrà accontentarsi della radio e di internet affida agli altri napoletani il messaggio di accompagnare con un tifo assordante Lavezzi e soci.
Racconta Elio Lo Conte: «Ogni volta che veniamo a Napoli siamo soliti fare delle foto ricordo con i tifosi che possono seguire da vicino le sorti della nostra squadra. Le faremo anche sabato notte. E poi le diffonderemo attraverso internet. La speranza è che gli azzurri possono ripetere il miracolo della Coppa Italia della passata edizione quando eliminammo la Juve grazie ad uno splendido gol di Cannavaro e poi ai rigori. Non eravamo presenti a quella partita e non riuscimmo a vederla. Ma alcuni di noi si sono procurati il dvd fatto dalla società».

Domenica, 27 agosto 2006. Il Napoli incrociava la Juve, appena relegata in B dopo calciopoli per il terzo turno di Coppa Italia e la eliminò al termine di una gara fantasmagorica ( 8- 7 dcr). Furono registrati 56.295 paganti. Ma non c’era la diretta tv e molti si persero quello spettacolo. Pochi giorni dopo però Aurelio De Laurentiis fece confezionare un dvd di quella partita memorabile che andò a ruba.


                              MICHELE DE LUCIA