Esperti a Ravello: governi d´Europa, puntate sulla cultura

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Esperti a Ravello: governi d’Europa, puntate sulla cultura È convinzione diffusa che la cultura ha un ruolo centrale nella vita dei cittadini. Lo si ricava da un’inchiesta svolta dalla comunità europea nei 27 paesi Ue, nel cui Pil il settore incide per il 2,6 per cento. Hanno, infatti, anche una straordinaria incidenza economica l’arte figurativa, piuttosto che la letteratura o il cinema e dunque non deve stupire che la seconda edizione di «Ravello Lab, colloqui internazionali » — la rassegna che si svolge nella splendida cornice della costiera da domani fino a venerdì — abbia come tema «l’economia della cultura nell’Europa a 27». Per tre giorni, dunque, sessanta esperti si riuniranno in Costiera Amalfitana per «raccomandare » ai governanti di sostenere a tutti i livelli le politiche culturali. Lo hanno spiegato ieri, nel corso di una conferenza stampa svoltasi al ministero dei Beni culturali — Claudio Bocci del comitato Ravello lab e Roberto Grossi segretario di Federculture, il quale ha spiegato che la scelta del «taglio» di questa seconda edizione della manifestazione nasce da tre «stranezze». La prima è data dalla contradditorietà tra l’importanza che la cultura riveste per la maggioranza degli europei — il 76 per cento si è espresso in questi termini — e lo scarso consumo di cultura. In media solo il 7 per cento visita ogni anno più di cinque gallerie, percentuale che scende al 4 per cento in Italia. Seconda stranezza: se la cultura incide sul Pil europeo per il 2,6 per cento il ritorno economico è decisamente insufficente. Infine: sono pochissimi coloro che producono arte, e questo può essere spiegato solo dagli scarsi investimenti. Insomma, il potenziale è grande, ma non si può tradurre in fatti concreti se non si mettono in atto politiche mirate. La sollecitazione sembra arrivata a segno, se il sottosegretario Andrea Marcucci ha definito fondamentale la manifestazione di Ravello, perché — ha affermato — «difficilmente le istituzioni possono entrare nel merito dei problemi come si riuscirà a fare nei prossimi giorni». Il sottosegretario ha anche sottolineato che in questo anno e mezzo vi è stata un’inversione di tendenza rispetto agli anni del precedente governo, sulla cultura «si è tornati a investire, perché non la si ritiene un peso, ma una risorsa importante». Nei tre giorni di convegno verranno comparati i dati a disposizione, si confronteranno le politiche culturali dei diversi paesi e si tenterà di dare una spiegazione alle risposte degli italiani in particolare che, va aggiunto, non brillano nel panorama europeo quanto a partecipazione ad attività culturali e a pratiche culturali ed artistiche. Per esempio — per restare al dato più straordinario — la maggioranza degli europei, cioè il 39 per cento, identifica la cultura con le arti, il 24 per cento con l’insieme di tradizioni, lingua e costumi, un altro 24 per cento con letteratura e poesia, invece il 39 per cento degli italiani con educazione e famiglia. Rosanna Lampugnani