PRODI: IL PD POTRA´ RESPINGERE L´ANTIPOLITICA

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Abbiamo voluto un partito grande, a vocazione generale e con cultura di governo e proprio per questo in grado di respingere l’antipolitica, uno dei più gravi rischi che il sistema democratico può correre”. Così il premier Romano Prodi esprime, nell’editoriale sul numero zero della rivista ‘PD’, la soddisfazione per il traguardo raggiunto con la nascita del partito democratico. “Noi abbiamo voluto – sostiene il padre nobile dell’Ulivo – un partito vero, disciplinato da regole e che si configuri come un organismo collettivo. Tutto il contrario di partiti oligarchici o personali”. Un partito, prosegue Prodi, “che faccia l’Italia più forte, più giusta e dunque più coesa”.

Evidenziando come la nascita del Pd “sia un evento di portata storica per l’Italia”, il presidente del Consiglio ricorda il cammino di dodici anni per la sua costruzione. “Un periodo – dice il premier – durante il quale abbiamo saputo superare la fatica, le difficoltà, le tensioni e le divisioni anche al nostro interno (e sono lo sapete, le più pericolose oltre che le più dolorose)”. Ma ora, scrive il futuro presidente del Pd, “il coraggio della novità, persino l’azzardo, a volte ripaga enormemente di più che la conservazione prudente di quel che c’é da sempre. Ora il lungo cammino è compiuto”. “Noi – conclude Prodi – abbiamo voluto il Partito Democratico: oggi è un patrimonio di tutti gli italiani”.

PD: FIORONI, NIENTE SEGGI NELLE SCUOLE
Niente seggi nelle scuole per le consultazioni interne al partito democratico del 14 ottobre. L’altolà arriva dal ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, secondo il quale è “prioritario non creare disagio al regolare svolgimento delle lezioni”. Fioroni ha comunicato ai direttori scolastici regionali, provinciali e ai dirigenti scolastici che, “pur nel rispetto delle autonome determinazioni delle singole istituzioni scolastiche e della concorrente competenza in materia degli enti locali”, non ritiene che le consultazioni per le elezioni primarie del Pd rientrino tra quelle previste dalle norme che regolano l’uso dei locali per attività diverse da quelle scolastiche. Al di là della stessa questione di legittimità, il ministro sottolinea anche “l’inopportunità di creare disagio al regolare svolgimento dell’attività didattica, anche in relazione alle necessarie operazioni di pulizia e di sistemazione dei locali nel giorno precedente e in quello successivo alla consultazione”. Fioroni ha quindi chiesto ai dirigenti scolastici di darne comunicazione ai comitati promotori della consultazione.


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                                  MICHELE DE LUCIA