Cricumvesuviana croce e delizia da Sorrento a Napoli

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La Circumvesuviana è un treno che collega Napoli con la provincia a sud, fino alla costiera sorrentina, ma anche con il salernitano e con il nolano.
Teatro di mille e più cronache di aggressioni, rapine e altri reati, i suoi vagoni sono divenuti per cittadini e turisti sinonimo di carri bestiame, sudiciume, incontri sgraditi, ritardi cronici, estati infernali e inverni da brivido (ma quanto costerebbe dotarli di un impianto di climatizzazione?).
Basta pronunciare quel nome, anche solo l’abbreviazione Circum, perchè gli animi si infervorino e la rabbia si impossessi come un demone dell’interlocutore di turno.
Come se non bastassero le carenze strutturali, e la totale assenza di sicurezza sul treno (ma dove sono finiti i più volte annunciati vigilantes) ora ci si mette anche il personale dipendente.
Mi riferiscono di due recenti episodi. Il primo verificatosi alla cassa. Chiesto il biglietto per la destinazione e allungata la banconota, l’utente si è visto additare dall’impiegato un cartello che invitava a pagare l’importo in moneta sonante. “Se non ha spiccoli, vada a cambiare e poi torni qui”, avrebbe ammonito l’uomo della biglietteria. Ma possibile che gli sportelli non siano forniti del resto?
Episodio numero 2. L’obliteratrice non vidima il titolo di viaggio (chiedo scusa perper la lascivia dei termini), il passeggero appone sul biglietto data e ora con una penna, ma al controllo a bordo, da parte di personale della società ferroviaria, viene multato. Per essere in regola avrebbe dovuto informare il personale viaggiante (rinnovo le scuse), spiegano al malcapitato i solerti controllori.
Ma non basta rendere inutilizzabile per altre corse il biglietto (pardon, titolo di viaggio), scrivendovi data e ora di utilizzo?


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Rassegna stampa di Positanonews