Il Cilento protagonista della prima giornata del Medfest

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In primo piano la storia di una famiglia che ha lasciato la vita di città per ritirarsi sul Monte Pruno e quella di un uomo che a Paestum aspetta da 40 anni una casa

Gli appunti di documentario dei MedVideoLab, realizzati dagli studenti dei licei Piranesi di Capaccio e Da Vinci di Vallo della Lucania, hanno aperto ieri la prima giornata del Mediterraneo Video Festival, che si svolge a Paestum dal 13 al 16 settembre 2007.
I due corti sono stati proiettati prima dell’inizio ufficiale del concorso. La ballata della carusella documenta la storia di una coppia di Salerno che ha scelto di lasciare la vita di città per andare a vivere in una fattoria sul Monte Pruno. Un cambiamento drastico. Qui i due coniugi vivono con le loro due bambine (nate in casa), dedicandosi alle attività di un tempo, come la coltivazione del grano e la preparazione del pane. Ogni giorno le bambine dovranno percorrere un’ora per raggiungere la loro scuola, ma lì, nella quiete della montagna, vivono allegre e serene. Carusella cercano di recuperarlo si stava estinguendo percho è difficile da lavorare con grandi mietitrebbie ma uno dei più nutrienti.
L’altro documentario, Residenze, raccoglie due testimoniane: quella di un uomo di Angri, assegnatario di terreni a Paestum, che dal ’58 vive nelle strutture adiacenti la bufalara di Gromola, dell’Ersac, in attesa di avere una casa. Intanto sono trascorsi quasi quarant’anni. E quella di un belga, che ha deciso di trasferirsi in Italia, a Paestum, in una residenza d’epoca che oggi, arricchita da lui di pezzi unici acquistati un po’ in giro, somiglia ad un museo.

Intanto prosegue il concorso, che terminerà domenica sera con la proclamazione del film vincitore. Due le pellicole in gara domani. Giorni in prova, di Daria Menozzi, si svolge a Sassuolo, il più importante distretto industriale per la produzione di ceramica nel mondo. Qui è nato e vive Renato Rentocchini, uno dei maggiori poeti italiani contemporanei. Daria Menozzi ne traccia un ritratto intimo e personale, programmaticamente privo di qualsiasi retorica sulla parola poetica, intrecciando il racconto con quello di un territorio e della sua esemplare parabola economico-sociale. Ritorni di Giovanna Taviani, racconta il viaggio di un centinaio di Maghrebini provenienti dall’Italia e dall’Europa che ogni estate si imbarcano sulla nave diretta a Tunisi per trascorrere le vacanze estive con le loro famiglie d’origine. Sono coloro che vivono e lavorano in Occidente e tornano a casa per raccontare il loro sogno europeo. Tra i tanti volti tre personaggi con storie diverse che vivono la stessa condizione di immigrati. Il viaggio come conoscenza, ritorno alle origini, come nostalgia, in cui al centro è il tema della solitudine, dell’incontro-scontro con l’altro e del conflitto tra passato e presente.

Alle 21, nell’ambito di “Sguardi dal Mediterraneo e dall’Africa”, in collaborazione con AMREF, verrà proiettato il film Bimbi Neri Notti Bianche di e con Giobbe Covatta (regia di Giulio Manfredonia) che descrive la terribile condizione dei Night Commuters, decine di migliaia di bambini che ogni notte, per sfuggire ai reclutamenti forzati, si allontanano dai villaggi e dai campi per trascorrere la notte nei centri urbani, va avanti da anni nell’indifferenza della comunità internazionale. Una situazione insostenibile, che Giobbe Covatta ha voluto denunciare in questo film. Giobbe lo ha fatto a modo suo, calandosi nei panni di un personaggio inventato a questo scopo: un surreale dj ambulante che, seduto nel cassone di una jeep dove è stato montato un assai improbabile baracchino radio, gira in lungo e in largo le strade del nord dell’Uganda per raccontare la storia vera di tre fratelli Acholi: Maria, Pasquale e Jean Paul. I due fratelli maschi, di appena 11 e 14 anni, vengono rapiti l’unica sera che, per stanchezza, non si erano rifugiati come sempre nella cittadina di Gulu.
Alle 22.15 Il cinema di Leonardo Di Costanzo e a seguire la proiezione del suo film A scuola. Il film è ambientato nella periferia di Napoli. All’interno del rione Pazziano c’è la scuola media “Nino Cortese”. Per un intero anno scolastico, Leonardo Di Costanzo ha seguito la vita nelle classi, nei corridoi e nelle sale dei professori. Ma i protagonisti di questo domuentario non sono i ragazzi: “A scuola” è un film sugli insegnanti e sulla preside che sono costretti a svolgere il loro lavoro in completa assenza delle istituzioni e con il loro impegno riempiono di senso, ancora e nonostante tutto, la scuola dell’obbligo.


fonte: www.cilento.it



 

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