VIDEO DI BIN LADEN DIFFUSO DA AL JAZIRA

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WASHINGTON – L’11 settembre ha innescato una spirale che ha mostrato il fallimento del capitalismo e la “cultura dell’Olocausto” dell’Occidente, dalla quale l’unica via d’uscita non può essere che “abbracciare l’Islam”. E’ il messaggio con il quale un Osama bin Laden con il volto invecchiato, incorniciato da una barba strana al punto da sembrare posticcia, si è rivolto all’America a pochi giorni dal sesto anniversario dell’attacco a Torri Gemelle e Pentagono.

Il video di bin Laden, il primo dall’ottobre 2004, era stato preannunciato ieri da un sito integralista islamico, ma è poi venuto nelle mani della Cia, che ne ha lasciato trapelare una trascrizione prima ancora che la tv satellitare araba Al Jazira ne diffondesse, stasera, alcune immagini. Un lungo testo-sermone, che se la prende con la ‘Corporate America’, il presidente George W. Bush e anche i democratici che controllano il Congresso (accusati di essere incapaci di fermare la guerra in Iraq); ma non sembra contenere minacce dirette agli Usa. Ciononostante, in una conferenza a New York, il direttore della Cia, Michael Hayden, ha lanciato un allarme: “I nostri analisti – ha detto al Council on Foreign Relations, uno dei più prestigiosi centri studi americani – hanno la certezza che la direzione centrale di Al Qaida abbia in corso di preparazione attentati su vasta scala contro la Nazione americana”. Le prime analisi della Cia propendono con decisione per l’ autenticità delle immagini, che sembrano anche molto recenti. In un passaggio, bin Laden sottolinea che “pochi giorni fa” Hiroshima e Nagasaki hanno ricordato il 62/o anniversario delle bombe atomiche americane: un evento che risale al 6 e 9 agosto scorso.

Inoltre, vengono citati due leader europei che hanno assunto il potere di recente, come il presidente francese Nicolas Sarkozy e il primo ministro britannico Gordon Brown. Un accenno riguarda poi un servizio della tv Abc che risale allo scorso luglio. La potenza americana, secondo bin Laden, è stata messa in crisi “da 19 giovani che, per volere di Allah, hanno cambiato la direzione della sua bussola”. Un riferimento ai terroristi dell’11 settembre 2001, che per il capo di Al Qaida è stato il momento in cui è iniziata la caduta degli Usa che, a suo avviso, è visibile nell’andamento delle guerre in Iraq e in Afghanistan. Osama si scaglia in particolare contro “i neocon” americani che hanno sostenuto la necessità di una guerra per impedire “un Olocausto”. “La moralità e la cultura dell’Olocausto sono le vostre”, afferma il capo di Al Qaida, citando tra l’altro l’Inquisizione, i campi di concentramento nazisti per gli ebrei, il massacro degli Indiani d’America e Hiroshima. E’ l’Occidente, afferma, “ad incenerire”, mentre l’Islam permette per esempio “a milioni di cristiani di vivere in Egitto”.

Con toni che suonano vagamente ‘no-global’, Osama si scaglia poi contro le grandi multinazionali americane, che accusa di essere dietro la guerra, così come lo furono, a suo dire, dietro quella in Vietnam (e all’uccisione di Kennedy). “Il sistema capitalistico – sostiene – cerca di trasformare il mondo intero nel dominio delle grandi multinazionali sotto l’etichetta della ‘globalizzazione’, per proteggere la democrazia”. Citando l’effetto serra, la povertà in Africa e le teorie del politologo radicale Noam Chomsky – sulla falsariga di citazioni simili fatte lo scorso anno all’Onu dal presidente venezuelano Hugo Chavez, con un libro di Chomsky in mano -, bin Laden ha proclamato il fallimento del capitalismo. Nell’invitare gli americani ad “abbracciare l’Islam” come unica soluzione, il capo di Al Qaida ha anche sottolineato di essere a conoscenza “del peso dei vostri debiti legati ai tassi d’interesse, delle tasse assurde e dei mutui immobiliari”. Un altro possibile riferimento all’attualità, a fronte del quale bin Laden ha fatto presente tra l’altro che “nell’Islam non ci sono tasse, ma c’é una limitata zakat pari a solo il 2,5%” (la zakat è uno dei pilastri dell’Islam ed è il versamento di una somma per beneficenza). La barba scura di Osama nel video ha intrigato gli esperti di Al Qaida negli Usa, per la sua differenza da quella quasi completamente grigia del 2004. Per Peter Bergen, che anni fa intervistò bin Laden, “é evidente che ha voluto tingersela, in occasione del suo 50/o compleanno”. Richard Clarke, ex ‘zar’ dell’antiterrorismo alla Casa Bianca, ha invece ipotizzato che sia falsa e che bin Laden si sia rasato per mimetizzarsi in paesi come Filippine o Indonesia.










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                                MICHELE DE LUCIA

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