La linea dura di Amato sulla sicurezza

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ROMA Non solo lavavetri. Il pacchetto di misure che il governo discuterà questa mattina prevede un intervento per togliere dalle strade anche ambulanti, mendicanti e graffitari. E per rendere più efficace la custodia cautelare per chi commette rapine, violenza privata e violazione di domicilio. Tra le misure allo studio anche alcune norme per limitare le cosiddette scarcerazioni facili, come aveva annunciato il Guardasigilli. La linea è decisa, più complicato appare arrivare all’approvazione dei provvedimenti, perché c’è la necessità di varare misure che mettano d’accordo i sindaci di tutta Italia e soprattutto perché si deve procedere con un disegno di legge che trovi il consenso di tutti i partiti della maggioranza. E, come è emerso nel dibattito degli ultimi giorni, alcune posizioni rimangono distanti. Le proposte del Viminale sono contenute in una bozza sul «degrado urbano» divisa in quattro punti. Le linee guida già discusse con l’Anci, l’Associazione dei sindaci, prevedono di sostituire le sanzioni pecuniarie con quelle amministrative, più facili da applicare. Il ragionamento è chiaro: è inutile multare chi non ha i soldi per vivere ed è costretto a svolgere mestieri di strada. Dunque si è pensato di introdurre il «lavoro sostitutivo».

In pratica, chi viene sorpreso a vendere merci contraffatte o a lavare i vetri o ancora a imbrattare i muri, sarà condannato a compiere un’attività socialmente utile. Proprio come avviene negli Stati Uniti. Sarà introdotto il reato di «questua molesta» che verrà equiparato a quello di «molestie o disturbo alle persone», già inserito nel Codice penale con una pena che prevede l’arresto fino a sei mesi. Per tentare di arginare il dilagare dei venditori ambulanti, il provvedimento del governo prevedrà la distruzione immediata delle merci contraffatte. L’obiettivo è introdurre un deterrente in un mercato gestito dalla criminalità organizzata, che usa e sfrutta gli extracomunitari.

Il pacchetto avrà poi un capitolo dedicato alle cosiddette «aree di pregio». Si tratta di quelle zone delle città d’arte e dei luoghi sottoposti a vincolo, dove i divieti saranno totali e dove dovrà essere potenziato il controllo della polizia municipale. «Si deve evitare — spiegano al ministero dell’Interno — che gli ambulanti si spostino da un comune all’altro cercando di sfuggire alle disposizioni prese a livello locale, ma nello stesso tempo si devono maggiormente tutelare i posti di richiamo, come possono essere le piazze di Firenze e di Venezia o i Fori Imperiali a Roma. Per questo è necessario armonizzare gli interventi in modo che possano trovare rispondenza nelle decisioni dei sindaci». Anche il ministero della Giustizia ha messo a punto una serie di misure e l’attenzione è stata rivolta soprattutto ai reati che destano maggiore allarme sociale. L’esempio fatto in queste ore è quello di Genova, con Luca Delfino che dopo aver molestato e aggredito più volte la fidanzata, l’ha uccisa. L’uomo, nonostante i precedenti specifici, era in libertà. «La legge — hanno sostenuto i pubblici ministeri — non ci consentiva di prendere provvedimenti nei suoi confronti». Per questo si è ipotizzato di rendere obbligatoria la custodia cautelare per il reato di violenza privata e di estendere questa disposizione alla rapina e alla violazione di domicilio. Questa mattina si discuterà anche del piano nazionale per i nomadi, che il Viminale ha deciso di mettere a punto a metà agosto, dopo il rogo di Livorno. Il progetto prevede la creazione di campi attrezzati per l’accoglienza che dovranno essere costantemente vigilati.


FONTE: CORRIERE DELLA SERA


                                                  MICHELE DE LUCIA