NOLI ME TANGERE

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NOLI ME TANGERE

Artis natura magistra. La natura è maestra dell’arte. Ma essa è di per se stessa un’opera d’arte che non deve essere restaurata da mano umana. La natura ha i suoi lunghi, anzi, lunghissimi tempi per ricomporsi ed assumere il suo aspetto premevo.

La Valle del Porto a Positano è un ecosistema con una biodiversità sorprendente, che può fare invidia alla Valle delle Ferriere di Amalfi. Basti nominare tra le specie botaniche rare le felci termofile Pteris cretica e Pteris vittata (relitti pre-glaciali), la minuscola pianta insettivora Pinguicola hirtiflora, le epatiche del genere Cyathodium, e, tra le Cyperaceae, l’Holoschoenus australis.
Tra le rare specie zoologiche è in primo piano da notare la Salamandrina terdigitata, anfibio urodelo, endemico dell’Italia centro-meridionale, accanto ad una notevole presenza della Rana italica e del Bufo bufo.

Il fatto straordinario di questa forra selvaggia è che, appena cento metri dopo il ponte della strada costiera, s’incontrano, in un bosco che pare giungla, rettili ed anfibi, ed un gran numero di uccelli nidificanti. Ergo, questo luogo è estremamente delicato e vulnerabile.

Non voglio che un giorno si dica che qui “vivevano” specie rare. Io amo la vita e tali specie devono assolutamente continuare a vivere.

Ebbene sì, sono la voce del Porto, e la sua natura dice, in un linguaggio che quasi nessuno comprende:”Noli me tangere”.
Chi ha orecchie per intendere, intenda!

Gianni Menichetti, ‘Il Porto’, Positano.