Ravello: il desiderio di un cittadino

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L’estate delle manifestazioni ravellesi organizzate dalla Fondazione Ravello si è chiusa e, stando all’ultima lettera del professor De Masi, pubblicata su alcuni giornali, i biglietti venduti sono aumentati del 50% rispetto a quelli dello scorso anno. Ciò significa più affluenza di pubblico, maggiore interesse e visibilità per “la Città della Musica”. Se così è, i ravellesi, quelli più sensibili alla crescita economica-culturale del paese, possono tirare un sospiro di sollievo. L’organizzazione e la gestione di eventi di un certo spessore come quelli che da anni caratterizzano Ravello presuppongono una perfetta sinergia tra Amministrazione Comunale e Fondazione. Tuttavia, come cittadino ho vissuto con ansia l’estate ravellese e quest’ultimo anno in generale. I manifesti apparsi sui muri, gli interventi sulla stampa pro e contro l’Auditorium, le sistematiche e spesso superflue risposte che il Presidente della Fondazione pubblica a mezzo stampa, tutti argomenti che avrebbero dovuto essere trattati, a mio avviso, in sedi più appropriate (consiglio generale di indirizzo, consigli di amministrazione, aule municipali) hanno fatto chiaramente percepire una netta scollatura tra i due organismi. D’altronde le continue diatribe circa la permanenza o l’uscita del Comune di Ravello dalla Fondazione ne sono una triste conferma. Certo è che in seguito all’ultimo risultato elettorale, la Fondazione si è trovata ad operare su un campo minato. Non è certo solo una mia impressione che si è riaccesa la lotta fratricida tra il Sindaco uscito, Secondo Amalfitano che è ritornato nei banchi della minoranza amministrativa e l’ex Sindaco Salvatore Di Martino che è ritornato nei banchi della maggioranza dopo undici anni.
Chi conosce i fatti sa che le ferite che si sono vicendevolmente inferte nel passato, difficilmente si potranno rimarginare. Tuttavia un fatto è certo, oggi Ravello, per gli eventi culturali e musicali che attirano dal mondo intero sempre più pubblico e personalità qualificati, per le strutture ricettive di primissima categoria di cui si è dotata, per l’immagine, prestigio e qualità della vita, viene sempre più citata ad esempio dai cittadini degli altri comuni della Costiera Amalfitana da Positano, Amalfi e non solo.
Tutto questo non può essere messo a repentaglio da mere e sorpassate questioni vendicative e personali.
Sono convinto che, fatta eccezione per una sparuta minoranza che, volgendo poca attenzione al benessere futuro delle nuove generazioni, vogliono lo scontro a oltranza, la maggioranza della popolazione vuole, anzi pretende, che i contendenti, con un responsabile gesto d’umiltà, depongano le armi e puntino quantomeno al mantenimento degli standard qualitativi che Ravello ha raggiunto.

Gino Amato