Costiera Amalfitana. Atrani in allarme alluvione: troppe discariche abusive

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Atrani in allarme alluvione: troppe discariche abusive


Scritto da Gino Amato,


Atrani Non cessano nel comune di Scala le attività di discariche abusive di materiali negli affluenti del fiume Dragone che, con l’arrivo delle prime piogge, mettono in serio pericolo l’abitato di Atrani situato a valle. Questa volta ad essere riempito di mobili dimessi, elettrodomestici e legnami è stato proprio il tratto di torrente dal quale partirono centinaia di metri cubi di materiali edili sversati abusivamente e che generarono l’alluvione ad Atrani nel settembre del 1987.

Stiamo parlando del “Ponte Frezze in località Senite” nel Comune di Scala. Non mancano poi nelle immediate vicinanze di questa località elementi ulteriori di preoccupazione dovuti a costruzioni di strade e fabbricati nel cuore del bosco. Ma occorre fare un passo indietro per meglio far intendere al lettore la gravità di quello che sta accadendo.

Nel 2004, alcuni cittadini di Atrani, stanchi di rimanere inascoltati per decenni sul problema, fondarono un Comitato chiamato “S.O.S. Torrente Dragone” e si rivolsero direttamente al Governatore Bassolino.


Il materiale di risulta, località Senite, ScalaI risultati, almeno in quell’occasione, non si fecero attendere. Dopo circa un mese il Dipartimento di Protezione Civile presso la Regione Campania dispose un sopralluogo lungo l’alveo del torrente. Successivamente al sopralluogo, fu convocata una conferenza programmatica presso la Regione Campania alla quale furono invitati il Comitato stesso, l’Autorità di Bacino destra Sele; la Comunità Montana, la Provincia, la Prefettura, il Comune di Atrani e naturalmente i Comuni di Ravello e Scala. Non destò tanta meraviglia, in quella occasione, l’assenza di Prefettura e Provincia quanto quella dei comuni di Ravello e Scala sui quali territori insistono i maggiori pericoli per l’abitato di Atrani per via delle discariche abusive di materiali nell’alveo del Dragone, riscontrati in maniera puntuale durante il menzionato sopralluogo. La riunione, fu presieduta dal Dr. Palmieri dirigente della protezione civile che pose subito l’accento sulla mancanza di controllo del territorio anche a giudicare dal dossier di articoli apparsi su E’Costiera negli ultimi dieci anni a lui trasmesso dal Comitato. C’è da dire che, in quella sede il Comitato apprese che l’Autorità di Bacino aveva già da tempo classificato Atrani come “area a rischio elevato di alluvione (R4)”.Palmieri concluse la riunione (il contenuto della quale contiamo di pubblicare a parte) auspicando il coronamento di un “sogno” cioè che si potesse aprire un tavolo di concertazione tra i Comuni di Atrani, Ravello, Scala e la Comunità Montana allo scopo innanzitutto di stabilire dei criteri di controllo del territorio (magari anche con l’ausilio di volontari) e di individuazione degli interventi prioritari da eseguirsi per tutelare la privata e pubblica incolumità. Il tutto raccolto in un Protocollo di Intesa da inoltrare in Regione. Venuta in possesso del documento, la Regione si impegnò fin da allora a stanziare fondi per interventi strutturali sul territorio dissestato a monte di Atrani.

Non vogliamo tediare il lettore nel descrivere quali e quante difficoltà ebbe il Comitato per far sedere attorno allo stesso tavolo i sindaci di Atrani, Ravello e Scala, basti dire che si impiegarono ben otto mesi per avere le firme su due paginette del protocollo di intesa, così come richiesto dai funzionari della Regione. Il Protocollo così sottoscritto doveva essere ratificato dalla Comunità Montana prima di essere inoltrato in Regione. Ci risulta che a tutt’oggi il documento giace in fondo a un cassetto dell’Ente in quel di Tramonti.


Materiale in loc. Senite, ScalaSiamo alla fine del 2007, le piogge stanno per arrivare e con questo clima bizzarro non si sa con quale intensità. I cittadini di Atrani non dormono (come da sempre) sonni tranquilli e a Scala continuano le discariche abusive proprio nei punti che si sono rivelati fatali nel passato. Il Sindaco di Scala, ben lungi dal tenere sotto controllo il territorio si sta dedicando ad incontrare il sindaco di New York piuttosto che, sul tema discariche e dissesto territoriale, incontrare i sindaci di Atrani e Ravello raggiungibili tra l’altro anche a piedi. Tutti e tre i sindaci, infine, sembrano essere ben lontani dall’idea di recarsi alla corte di “Don Raffaele” e chiedere conto di che fine ha fatto quel Protocollo d’Intesa. Come sempre si aspetta che ci scappi il morto.

P.S. Le foto sono state scattata dal Ponte Frezze in località “Senite” di Scala. Questo canalone nel 1987 fu completamente riempito di materiali di risulta che durante una pioggia persistente fece da effetto diga prima di cedere e rovinare verso l’abitato di Atrani provocando l’alluvione.


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