LA PASSIONE DI CRISTO ANTONIO FLORIO E I TURCHINI A RAVELLO

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LA PASSIONE DI CRISTO
ANTONIO FLORIO E I TURCHINI A RAVELLO

Il Ravello Festival 2007 ha scelto come tema conduttore la Passione.
Non poteva mancare, dunque, nell’ampia offerta musicale della manifestazione, l’esecuzione di almeno una pagina che prendesse in considerazione questo tema sotto il profilo religioso. La “Passione”, infatti, è un topos ricorrente nell’ambito di tutta la musica classica, a partire dall’epoca barocca, come dimostrano in particolare i celeberrimi lavori di Bach. Il Ravello Festival si affida ad una Passione di rara esecuzione, quella di Antonio Caldara, che un ensemble altamente specializzato e di riconosciuta fama internazionale come la Cappella della Pietà de’ Turchini affronterà, per la prima volta in Italia, su strumenti d’epoca e sotto la guida collaudata di un esperto del valore di Antonio Florio.

Guida all’ascolto:

Appuntamento di grande rilevanza sarà l’esecuzione de La Passione di Antonio Caldara, compositore veneziano che riuscì a sintetizzare nel proprio stile la tradizione veneziana madrigalistica e concertante di Monteverdi e Cavalli, il melodismo appassionato di Alessandro Scarlatti e della scuola napoletana, lo strumentismo dei bolognesi e di Corelli. Se tale somma di esperienza finì per appesantire un poco la sua produzione teatrale (78 lavori per lo più drammatici, fra cui una Dafne), diede però frutti straordinariamente intensi nel campo della musica strumentale, e della musica sacra. La Passione di Gesù Cristo ne è un esempio. Si tratta di un’azione teatrale sacra scritta dal grande poeta Pietro Metastasio nel 1730 per il compositore Antonio Caldara, su commissione dell’imperatore austriaco Carlo VI. L’idea di scrivere un oratorio sulla passione di Cristo ricalca in qualche modo la tradizione delle passioni di area luterana (le più celebri sono quelle di Johann Sebastian Bach), ma con una teatralità tutta italiana. Nella prima parte dell’oratorio Metastasio mette l’accento sul racconto della passione e della crocifissione di Gesù, che vengono narrate all’ignaro Pietro da Maddalena, Giovanni e Giuseppe d’Arimatea. La seconda parte, più meditativa, vede i quattro personaggi discutere sulla resurrezione del Redentore e sulla propagazione della fede cristiana nel mondo. Il testo ebbe un enorme successo in area cattolica e nel corso degli anni fu messo in musica da molti compositori, tra i quali Jommelli, Myslivecek e Paisiello.

Organico

Direttore: Antonio Florio

Soledad Cardoso (Maddalena) soprano
Valentina Varriale (San Giovanni) soprano
Ernesto Tres Palacios (Giuseppe) tenore
Filippo Minaccia (Pietro) controtenore
Leopoldo Punziano (cori) tenore

Alessandro Ciccolini I violino
Barabara Altobello violino
Paolo Cantamessa violino
Marco Piantoni II violino
Nunzia Sorrentino violino
Massimo Percivaldi violino
Rosario Di Meglio viola
Krishna Nagaraja viola
Alberto Guerrero I violoncello
Rebeca Ferri II violoncello
Giorgio Sanvito Contrabbasso
Ermes Giussani Trombone
Fabio Accurso tiorba
Patrizia Varone organo