BOSSI: NON SCIOPERO FISCALE, MA UNA PROTESTA A TAPPE

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ROMA – “Non è uno sciopero fiscale, ma una protesta, una ribellione”. Umberto Bossi precisa la sua proposta annunciando una strategia più prudente in materia fiscale:”Il programma procederà per step – spiega il leader leghista – e ne attueremo uno per volta. Prevediamo 5-6 passaggi in modo da garantire la gente”. La Cdl plaude ma per l’Unione l’iniziativa è ancora irricevibile. Un approccio gradualista, quello del leader del Carroccio, che stride con i toni usati dal “Senatur” appena qualche giorno fa, quando in piena contrapposizione con Silvio Berlusconi, proclamava che “i padani si sono rotti le scatole” e che sarebbe “andato avanti” sullo sciopero fiscale definito “il modo per cacciare Prodi”. La svolta “buonista” della Lega, dopo il “chiarimento” con il Cavaliere sul futuro del partito unico del centrodestra, viene accolta con soddisfazione dal resto della Cdl.

Secondo Adolfo Urso (An), “la protesta fiscale è giusta e sacrosanta, a differenza dello sciopero che è sbagliato e controproducente”. A questo punto, prosegue, “sicuramente in molti parteciperanno a iniziative che possono essere condivise da tutta la Cdl. E’ quanto avevamo auspicato – conclude Urso – ed è tanto più necessario a fronte delle minacce evocate dal Viceministro Visco ed alle ipotesi di ulteriori sperperi del denaro pubblico avanzate dalla sinistra radicale”. Anche Osvaldo Napoli (Forza Italia) giustifica la protesta di Bossi se rapportata alle parole del Viceministro con delega al Fisco: “L’extragettito sbandierato da Visco – attacca il dirigente azzurro – è un falso politico e ideologico: nei 4 miliardi di euro in più non c’é un solo centesimo recuperato dalla lotta all’evasione. Quei soldi sono frutto di una grassazione, cioé una rapina con la forza della legge, consumata ai danni di contribuenti inermi”.

Nonostante il ridimensionamento di queste ore, l’Unione non cambia idea e boccia le proposte della Lega. “Sciopero o ribellione la sostanza non cambia”, ammonisce Massimo Donadi, capogruppo Italia dei Valori alla Camera. “Noi – aggiunge il dirigente dipietrista – diciamo no a chi invita a violare le regole e punta unicamente a disgregare la società e continuiamo a ritenere irricevibile e irresponsabile qualunque proposta del genere perché un conto è chiedere il federalismo fiscale, ben altro invece sono questi reiterati proclami che restano nel solco della demagogia e del populismo”. Anche Marco Rizzo (Pdci) non fa sconti al leader leghista e coglie l’occasione per lanciare un messaggio a Prodi: “Bossi incarna i sentimenti di egoismo sociale delle forze reazionarie del nostro paese. Il governo – conclude il dirigente comunista – deve fare una vera e propria inversione di rotta altrimenti tradisce il suo rapporto con le fasce popolari”.


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                                            MICHELE DE LUCIA