Delitto di Vietri sul mare non si trova l´arma

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SALERNO — Non è stato un punteruolo a provocare la morte di Raffaele Cesarano, il 21enne di Pompei ammazzato con vari colpi di arma da taglio nella notte tra il 10 e l’11 agosto scorso dinanzi alla discoteca «La Ciurma» di Vietri sul Mare in Costiera Amalfitana. Non è stato un punteruolo per due motivi. Il primo: l’arma letale non è stata ancora trovata dagli inquirenti. Il secondo: del punteruolo non si fa menzione neanche negli atti depositati dalla Procura di Salerno che sta indagando sull’omicidio.
La conseguenza è che si ritorna di nuovo a parlare di forbici e di un coltello da cucina con una lama seghettata di circa 20 centimetri, gli unici due oggetti ritrovati l’altrieri lungo il corso del fiume Irno dagli inquirenti, a distanza di poche centinaia di metri l’uno dall’altro. Ritrovati, grazie alle dichiarazioni rese dall’unico ragazzo considerato, almeno per ora, l’esecutore materiale dell’omicidio, Angelo Solimeo. Sono queste le due importanti circostanze su cui si sono basate le tesi difensive discusse ieri mattina dinanzi al presidente Pentagallo del Tribunale del Riesame di Salerno dai difensori degli altri due ragazzi, detenuti nel carcere di Fuorni con l’accusa di concorso in omicidio, Luigi Orilia – difeso dall’avvocato Marcello Torre – e Raffaele Delle Chiaie – rappresentato dall’avvocato Pierluigi Spadafora. Entrambi presenti all’udienza alla quale ha partecipato anche il pubblico ministero, titolare delle indagini, Rocco Alfano. Entrambi, però, hanno preferito non parlare. Le loro versioni sono state già depositate agli atti. Ed è proprio sulle versioni rese dai ragazzi che gli avvocati di fiducia hanno incentrato l’arringa volta ad ottenere l’annullamento della custodia cautelare in carcere o, al massimo, gli arresti domiciliari. Partiamo da Luigi Orilia. Il 23enne salernitano avrebbe partecipato solo alla rissa, ma non all’omicidio, in quanto si sarebbe allontanato prima che Cesarano si accasciasse a terra. Orilia avrebbe raggiunto a piedi la sua moto Honda, parcheggiata nel piazzale della discoteca. E la moto diventa per la difesa l’elemento che smentisce le dichiarazioni rese dalla fidanzata di Cesarano. La ragazza, giorni dopo, racconterà agli inquirenti che Orilia si è allontanato a bordo di uno scooter Piaggio Beverly. «Inoltre – precisa l’avvocato Torre a prova dell’estraneità del suo cliente – Orilia è stato l’unico ragazzo che non ha lasciato Salerno, ma è rimasto sempre a casa». Simile la versione di Delle Chiaie, ma con un particolare in più. Il 24enne salernitano si sarebbe allontanato anch’egli dal luogo dell’omicidio prima che a Cesarano fosse inferto il colpo mortale – sempre a piedi per raggiungere il proprio motorino – ma poi sarebbe stato raggiunto da Solimeo che gli avrebbe confessato di aver accoltellato la vittima. Sulle richieste avanzate dalla difesa, il Tribunale del Riesame si pronuncerà lunedì prossimo, quando deciderà anche sulle eccezioni formali sollevate dai difensori e relative al parziale ed illeggibile deposito di alcune testimonianze.
Angela Cappetta
La difesa degli indagati smentisce le dichiarazioni rese dalla fidanzata della vittima



Corriere del Mezzogiorno