Costiera Amalfitana a Praiano Amendola accusa Gagliano sugli abusi

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ENZO CIACCIO Amalfi. Il record? Non appartiene ai titolari di una casa-vacanze di Praiano (duemila abitanti, due vigili urbani più uno stagionale) che, tra il 2004 e il 2006, si sono beccati (fonte: dati comunali) nove sequestri, dodici ordinanze di demolizione e tre denunce per violazione di sigilli. Il risultato? La casa-vacanze, grazie alla fitta ragnatela di sospensive, sanatorie e richieste di condono, è oggi in piena, «legittima» attività, lieta di ospitare – bed and breakfast – turisti più che soddisfatti che promettono di ritornare. Norme bislacche, comunque la si pensi, se alla fine producono simili paradossi. A quella casa-vacanze, il Comune è stato costretto a rilasciare pure il certificato di agibilità. Commenta il sindaco, Gennaro Amendola: «Se mi fossi astenuto, avrei commesso reato. Insomma, chi ha ragione qui in costiera deve spesso arrendersi alle assurdità». Costiera dei miracoli. O dei prodigi all’incontrario. Dove abbattere un abuso è ritenuto un’utopia. «Essendo di Amalfi, non ho mai fatto vacanze», ha scritto con tenerezza Gaetano Afeltra, innamorato dei suoi luoghi. I magistrati più impegnati criticano i sindaci, i sindaci più sensibili si difendono criticando le norme. Sullo sfondo, un immobilismo legislativo che, secondo molti primi cittadini, mummifica l’esistenza dei 36mila residenti nei tredici Comuni, castigandoli in un groviglio di vincoli che invece di aiutare gli onesti si rivelano spesso indistinti, anacronistici e in contraddizione fra loro. «Abbattere? Non scherziamo: prima della sentenza del consiglio di Stato – dice Antonio De Luca, sindaco di Amalfi – chi ricorre alle ruspe rischia di finire incriminato. Propongo di riformare la legge: quelli che rubano, mica possono far ricorso al Tar. Dunque, si impedisca a chi commette abuso di invocare la sospensiva. Insomma, per me va cambiata la norma. Ed è una questione di pura volontà politica». «Sì – concorda Gennaro Amendola, il sindaco di Praiano – però occorre anche snellire le procedure: nel mio municipio giacciono più di mille pratiche di condono. Negli ultimi cinque anni, ne abbiamo esaminate 400. Duecento si sono trasformate in condoni. Ma è una faticaccia. Il tempo medio dell’iter di una pratica è di otto mesi, cioè un’eternità. Qui in costiera chi commette un abuso sa di avere a disposizione almeno tre anni di tempo prima di essere chiamato a risponderne. Un ricorso al Tar si discute non prima dei due anni. In sei anni da sindaco, non sono riuscito a effettuare nemmeno una demolizione. Ho avviato tre importanti procedimenti di abbattimento, ma il Tar me li ha bloccati. Ci vuole una politica sovracomunale, propongo che la Regione costituisca un Commissariato straordinario per le demolizioni in costiera. Altrimenti, i casi come quello della succitata casa-vacanze o dell’hotel Tritone sono destinati a moltiplicarsi». L’hotel Tritone? Perchè questo esempio? E che vuol dire? Spiega il sindaco Amendola: «Quella struttura, dal 1996 a oggi, ha incassato ben diciannove ordinanze di demolizione, ma senza alcun esito. È lui il vero recordman della Costiera: tra i soci, di minoranza, c’è anche il consigliere regionale e presidente della commissione per la riforma dello statuto, Salvatore Gagliano, che è stato anche sindaco qui a Praiano per sei anni». «Diciannove ordinanze? Ah sì? Non credevo che fossero tante. A me sembra un numero esagerato. Mi scusi, ma mi viene proprio da sorridere…». Lui, il consigliere Gagliano, non appare turbato dalle accuse e dalle cifre. Nè sorpreso: «Anzi – spiega – me lo aspettavo: a Praiano oggi c’è un sindaco comunista che ce l’ha con me, e non solo perchè sono schierato con Alleanza nazionale». Scusi, ma diciannove ordinanze di demolizione sembrano davvero tante. O no? «Tutti gli alberghi e le case della zona vivono simili condizioni, cioè sono in perenne diatriba per le sanatorie o i condoni. Il Tritone ha storia antica, c’è da cinquant’anni. Dunque: 19 ordinanze in 50 anni. Mi pare una media accettabile. Non scherzo. Di sicuro, è più bassa rispetto a quel che possono vantare tante altre strutture che operano in zona». Insomma, è dunque questa la «normalità» in costiera? «No no, attenzione: sto dicendo che la storia dell’hotel Tritone è legittima al 90 per cento. E che quella di tanti manufatti edificati nei dintorni è al 90 per cento illegittima. Perciò, non mi scandalizzo. Nè faccio demagogia. La Regione usi una buona volta i poteri che ha. Se si decide di abbattere, si abbatta tutto quel che c’è di illecito. A cominciare, per esempio, dall’abitazione del papà dell’attuale sindaco di Praiano». Come si dice? Chi è senza peccato… «Qui in Costiera, mi creda, nessuno è senza peccato». E incalza, Gagliano. Sorridendo: «Vogliamo parlare dell’Auditorium a Ravello? O dell’approdo turistico previsto a Praiano in zona 1 A, cioè in un’area inedificabile? C’era perfino il parere favorevole della Sovrintendenza, che in troppi considerano vangelo. Era stato già appaltato, l’ho fatto bloccare. La verità è che sette anni fa, da sindaco, ho adottato il piano regolatore. Forse è questo che dà fastidio».


Il Mattino

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