Brucia il Cilento la Provincia di Salerno in ginocchio un paese evacuato

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Brucia il Cilento emergenza nel Salernitano.  A Teggiano, dopo quattro giorni, bruciano ancora i boschi sui monti che circondano la città-museo del Vallo di Diano. Altro incendio, sviluppatosi ieri e ancora attivo, in località Sant’Andrea, zona montana del territorio comunale di Padula. Fiamme anche tra Atena Lucana e Polla. Ed è doloso il rogo che da ieri sera divampa nella pineta delle “Ripe rosse”, nel comune di Montecorice, che si è esteso verso Casa del Conte, dove 1.400 persone sono state evacuate. Le fiamme divorano centinaia di ettari di macchia mediterranea, querce e pineta, alimentate anche dal forte vento di scirocco. Una situazione difficile da gestire, visto che la zona è piena di villaggi turistici.

Puglia. Ha provocato danni ingenti l’incendio che dal pomeriggio di ieri fino a stamane ha bruciato un’estesa area dell’oasi protetta di Torre Guaceto, sulla costa brindisina. La circolazione sulla statale litoranea 379, che taglia in due la zona, è stata ripristinata stamattina alle 5 dopo un’interruzione di 14 ore dovuta al fitto fumo. Le fiamme hanno devastato almeno dieci ettari di bosco nel foggiano: gli incendi più vasti nei territori San Marco in Lamis, nell’area garaganica e ad Accadia, nel Subappennino Dauno. Tre ettari di bosco sono stati incendiati nel Parco nazionale dell’Alta Murgia, in località Pulicchie, nel territorio di Gravina in Puglia. L’incendio, doloso, è stato domato dalla Forestale, dai Vigili del fuoco e dagli operai stagionali.

Lazio. Due vasti incendi si registrano nelle zone di Prossedi, sui Lepini, e a Minturno, nel sud pontino. Proprio nella cittadina sul mare la situazione è più critica, con il rischio che alcune abitazioni vengano fatte evacuare. Bruciano boschi e macchia mediterranea, già distrutti diversi ettari. In corso accertamenti sull’origine degli incendi: anche in questo caso non si esclude un’origine dolosa.

Dieci morti quest’estate. Con i due morti di Patti sale a dieci il numero delle vittime degli incendi in appena un mese. Il 23 luglio è morto il pilota di un Canadair precipitato in Abruzzo. Il giorno dopo la tragedia di Peschici in cui hanno perso la vita tre persone. Il 26 luglio è deceduta in ospedale una donna rimasta ustionata nel tentativo di spegnere un rogo nel Casertano. Il 6 agosto nel Cosentino un paracadutista in licenza ha trovato la morte mentre cercava di domare un rogo. Il 9 agosto a Marina di Camerota, in provincia di Salerno, due volontari hanno perso la vita nello schianto dell’elicottero dal quale facevano servizio di avvistamento antincendio.

Piromani in manette. Un marocchino di 47 anni, H.M., è stato fermato mentre appiccava il fuoco in diversi punti lungo la statale Sannitica, tra Caivano (Napoli) e Marcianise (Caserta). Arrestato dai carabinieri un giovane di 17 anni, che aveva appena appiccato il fuoco in un terreno boschivo nel Gargano. Con i carabinieri, il ragazzo si è giustificato dicendo che, “siccome lo fanno tutti, anch’io ho voluto provare l’emozione”.