LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ROMANO PRODI

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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE PRODI


Stimabile Presidente del Consiglio,a conti fatti considerando tutto quello che è successo a livello di maggioranza, da quando lei si è insediato ( le continue fibrillazioni,le tante-troppe anime della coalizione ) e le numerose bucce di banana su cui Palazzo Chigi è moralmente scivolato(da ultimo,come si è purtropo visto la fallimentare gestione della liberazione del giornalista Mastrogiacomo,con la violenta morte del suo traduttore ,ad opera dei talebani che Fassino voleva legittimare definitivamente chiamandoli addirittura al tavolo internazionale della pace),una domanda è d’obbligo,una domanda che molto probabilmente Lei si farà spesso, guardandosi allo specchio,o da solo in famiglia, a riparo di sguardi velenosi dalle domande dei giornalisti polemici non meritano attenzione ( se non una smorfia un rantolo in dialetto bolognese ), o dai trabocchetti e dalle strumentalizzazioni dell’opposizione: conveniva andarte al governo?Le conveniva, ripetere,reiterare l’avventura del 1996,già finita male,con un golpe interno ad opera del suo amico-rivale Massimino D’Alema,il quale anche adesso lavora nell’ombra per se,e ad opera dell’attuale presidente della Camera Fausto Bertinotti, che si impuntò sulla politica estera? Proprio quella stessa politica estera che insieme alla politica economica ( si pensi alla finanziaria che non ha fatto piangere solo i ricchi ),rappresentano il tallone d’achille del Suo Governo e che ( nel caso della seconda ) ha portato due milioni di persone in piazza.Cosa ha raccolto lei in appena un anno di esecutivo? Pure se odia le statistiche lei le considera geneticamente berlusconiane dovrà pur dare una risposta.Il suo governo politico sulla carta è diventato ormai un governo tecnico-inciucista nella sostanza,un governo che dalla maggioranze variabili è passato alle porte girevoli,Follini ,i senatori a vita volubili ,l’udc,smentendo e contraddicendo il programma vittorioso per pochissimo alle urne.