Rovato (BS). Jeanfilip.

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Le variegate combinazioni cromatiche di Jeanfilip.


 


 


L’attuale pittura di Jeanfilip, che abbiamo avuto l’opportunità di visionare alla 900ArtGallery di Rovato, in provincia di Brescia, accompagnati dal maestro Umberto Esposti, nipote e collaboratore di Lucio Fontana, e dal gallerista Marco Bianchetti, si presenta ancor più piacevole e consistente, nonché attraente e stuzzicante.


Le elaborazioni che riesce a determinare Jeanfilip detengono il senso dell’intimo della realtà, che, fondamentalmente, governa e controlla scenari sensibili.


Il pennello ormai esperto dell’artista vola senza compiacimenti; anzi, guida tutta l’attuale pittura che verte a tessere e a definire, insomma, una “cifra artistica”, una sorta di distinguibilità certa del carattere delle sue opere.


Territori ed ambienti di energica vivacità, sottili orizzonti di panorami, elementi scenici ripuliti da inquinamenti metropolitani, venature di quinte verdi premono di nuovo sullo spazio immacolato della tela e formano prospettive reali, ma pulsa nelle vene e nella testa di Jeanfilip il tentativo di comparare quadri per far emergere riscontri imprevisti, e, soprattutto, rimandi inaspettati; poi,il gioco di rilanci fa scattare squarci incontaminati di natura, ma anche segnature, marcature, accorciate campiture astratte intarsiate da capaci voluttà operative, nonché avvolgimenti ed arrotolamenti.


E da questo giro di tessiture d’incastri, ove s’abbracciano varie combinazioni cromatiche di estremi, emergono profili sospesi tra visioni oniriche e magiche suggestioni.


E se andiamo a verificare notiamo che affiorano cromatismi, che intendono recepire bagliori mediterranei, ma abbreviati da minime allegorie, intervallati da supporti di luci e frazionati da coni d’ombre intendono far agitare e dondolare memorie e surrealtà ambientali.


L’artista ragguaglia concatenazioni di componenti fantastiche e dinamiche, sotto l’impulso di un attuale fronte inventivo; in fondo, produce cangianti e variegate illustrazioni informali, ma anche impulsive mescolanze, seppur di tono garbato, delicato, morbido; insomma, la sua indubbia immaginazione declina combinate ambientazioni per rendere singolari risultati.


I suoi dipinti, ad olio e/o in tecnica mista, assorbono intonazioni di note passate, conosciute, già trattate e, poi, accettano di predisporre, con continuità seriale, utili riferimenti di dati presenti e, così, emerge la voglia dell’artista di ritemprare e fortificare velocizzati contropiani “energizzati”.


L’artista tende, inoltre, a tonificare misure, impronte, tracce che possono esprimere rifrazioni, riflessi, specularità moltiplicate.


Nei lavori, su tela e/o su carta, che ripresentano irregolari paesaggi si leggono scansioni, ritmi, cadenze, accenti, trasformazioni, variazioni, mutamenti e forti dinamicità, mentre in altre, palesemente, si dichiara un richiamo sereno alle purezze dell’animo.


Le redazioni pittoriche di Jeanfilip oscillano ed ondeggiano tra pittura integrale e pittura di sostanza, ambedue cadenzano visibilità coloristiche e sostanziano climi.


Un dettato di molteplici combinazioni pulsanti, focalizzato da dosaggi misurati e studiati nel gesto ampio, interessa varchi, respiri, aperture, tagli e spaccature.


Tracciati e margini vengono dall’artista oltrepassati e tutto viene fissato per leggere, controllare ed esaminare la “coscienza del mondo”.


 


Maurizio Vitiello