AL RAVELLO FESTIVAL CHIARA MUTI FA RIVIVERE LA PASSIONE DI LUDOVICO II DI BAVIERA

0

AL RAVELLO FESTIVAL CHIARA MUTI FA RIVIVERE LA PASSIONE DI LUDOVICO II DI BAVIERA


Al Ravello Festival è arrivato il giorno di Chiara Muti, che sarà voce recitante – oltre che regista – de Il sogno di Ludwig, in programma, domenica 29 luglio, alle ore 21,45, nell’incanto di Villa Rufolo.

Chiara, che è figlia del grande direttore d’orchestra Riccardo Muti, ha frequentato la scuola di recitazione di Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano. Nel 1995 è stata coprotagonista de La Madre Confidente di Marivaux, accanto a Valeria Moriconi. Nella sua carriera teatrale, fatta di scelte ricercate e attente, è stata diretta da registi importanti quali Andrea Novikov, Carlos Martin, Enrico D’Amato, Micha Van Hoecke, Gigi Dall’Aglio, Marco Bernardi, Maurizio Scaparro, Roberto De Simone, Federico Tiezzi. Giancarlo Menotti l’ha voluta come voce recitante per la chiusura del Festival dei Due Mondi del 2000. Attrice di teatro e di cinema, la Muti ha preso parte a numerose produzioni musicali e liriche. Fra i più recenti ed applauditi impegni su questo versante si ricordano Il Dissoluto assolto di Azio Corghi, testo di Saramago, in prima mondiale al Teatro São Carlos di Lisbona, e Marie Galante”di Kurt Weill, per il Teatro dell’Opera di Roma.

Il sogno di Ludwig è uno spettacolo avvincente, realizzato su commissione del “Ravello Festival” e presentato in anteprima nazionale. Esso ricostruisce il lungo e intenso rapporto tra il giovane sovrano, conquistato dalla musica, e Wagner, suo “unico, sublime e divino amico”, traendo spunto dalle parole stesse di Ludwig II di Baviera e da una ricca corrispondenza, intercorsa tra loro ed anche con Franz e Cosima Liszt. “Il sogno di Ludwig – spiega Chiara Muti – è il racconto di una passione, di un fuoco divoratore, di una ossessione che lega indissolubilmente i due personaggi. Avvolto dalle nubi visionarie del mondo musicale del grande compositore, il re perde se stesso, divorato dalla follia”. Asceso al trono a soli diciotto anni, Ludwig si ritrovò improvvisamente libero di poter coltivare la passione per la musica di Wagner. Fu lui a permettere che il sogno di Bayreuth diventasse realtà, con la realizzazione di un teatro espressamente dedicato alla rappresentazione delle opere wagneriane. Con la sua vita breve e visionaria, segnata da una tragica fine, Ludwig ha saputo ispirare fino ad oggi scrittori come Klaus Mann e registi come Luchino Visconti.

Il sogno di Ludwig si avvale dei suggestivi effetti visivi curati da Luigi Martinucci e del determinante apporto di Paolo Restani, pianista di successo, formatosi alla celebre scuola di Vincenzo Vitale, che in vent’anni di carriera ha tenuto concerti nelle più prestigiose istituzioni musicali del mondo. Restani eseguirà un ciclo di trascrizioni di Liszt di celebri composizioni sinfoniche wagneriane e alcuni degli ultimi ascetici brani pianistici di Liszt, ispirati dalla scomparsa del suo amico Wagner.

Sigismondo Nastri

Lascia una risposta