Torre Annunziata: otto barche in fiamme, tre ustionati.

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Rifornimenti insicuri, esplosione nel porto
Torre Annunziata: otto barche in fiamme, tre ustionati. I testimoni: «Sembrava l’inferno»

NAPOLI — Un incidente spettacolare e dalle conseguenze drammatiche ha sconvolto Torre Annunziata nella notte tra venerdì e sabato. Otto barche hanno preso fuoco dopo un’esplosione provocata, probabilmente, dal contatto tra la brace di una sigaretta accesa e i vapori della benzina che in quel momento veniva immessa in un serbatoio. Tre persone, che erano a bordo della barca su cui è avvenuta l’esplosione, sono rimaste ustionate. Sono Giovanni Brandi, di 19 anni, Vincenzo Colurcio, di 38, e Vincenzo Staiti, di 41, attualmente ricoverati al Cardarelli. Cinque barche sono affondate, tre sono ancora all’ancora ma semidistrutte. I testimoni — alcuni dei quali pescatori che erano sul molo — parlano di scene «apocalittiche»: barche in fiamme che vagavano nello specchio d’acqua della banchina e tre persone ustionate che chiedevano aiuto. «Abbiamo aiutato uno dei tre feriti a risalire sulla banchina — racconta un pescatore — perché si era tuffato in acqua coperto dalla vetroresina fumante che gli si era attaccata addosso. Un ragazzo si è tuffato in acqua nel tentativo di aiutare il coetaneo avvolto dalle fiamme». L’incendio è divampato intorno alle 23.30, mentre i tre uomini rimasti ustionati si preparavano a partire per Marina di Camerota. Tante le telefonate subito arrivate ai vigili del fuoco. Le procedure di spegnimento per i mezzi di soccorso si sono però rivelate più difficili del previsto: sul posto, infatti, si era nel frattempo formata una folla di curiosi.
Solo con l’intervento di carabinieri e polizia è stato possibile allontanare i tanti presenti per consentire l’intervento delle autobotti dei pompieri. Poco dopo l’1,30 le fiamme sono state completamente domate. Le imbarcazioni staccate dal molo sono tutte affondate: quella dove è avvenuta l’esplosione (affondata quasi subito) e altre due sono colate a picco in prossimità della zona di ponente, un’altra all’altezza del molo «Le crocette» e una quinta a levante. Per ricostruire la dinamica precisa dell’incidente è al lavoro la Capitaneria di porto di Torre Annunziata. I primi testimoni sono stati ascoltati già nella notte. Tutta l’area è stata posta sotto sequestro. Ora infuriano le polemiche, che riguardano soprattutto la mancanza di un distributore di carburante. Ciò costringe a trasportare a mano moltissime taniche di benzina. Terzo porto commerciale della Campania, con con oltre 600 imbarcazioni all’ ormeggio tra flottiglia da pesca e natanti da diporto, Torre Annunziata attende dal 1996 la realizzazione di un impianto di rifornimento di carburante. Il disagio dell’ utenza viene sintetizzato da alcuni diportisti: «Barchette con serbatoi da 20 litri sono costrette a continui rifornimenti. Per questo c’ è chi lascia Torre Annunziata per ormeggiare la barca a Castellammare di Stabia. Il trasporto a mano della benzina ha già provocato altri incidenti in passato». La «Ipeven srl», azienda cantieristica, ha chiesto nel 1994 la concessione demaniale per la realizzazione di un impianto di rifornimento, ma ha incontrato forti difficoltà burocratiche. «Il Comune ci ha respinto tre volte il progetto con motivazioni diverse — dice l’ amministratore delegato, Luigi Nasti —. La Soprintendenza ha contestato l’ impatto ambienta-le, eppure parliamo di un distributore alto all’ incirca un metro». Adesso le opere a terra dell’ impianto sono ultimate al 90 per cento e, se i collaudi avranno esito positivo, il distributore di benzina dovrebbe entrare in funzione il 20 settembre. Sarà del tipo «a scomparsa».
Titti Beneduce
www.corrieredelmezzogiorno.i

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