ATRANI COME POSITANO: DIVIETI PER LE MOTO

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ATRANI: DIVIETI PER LE MOTO
Per poche teste calde, paghiamo tutti
Come a Positano, anche ad Atrani ( ma per il secondo anno consecutivo) la nuova amministrazione ha posto dei limiti di orario per l’ingresso delle due ruote nel centro storico. A differenza di Positano il provvedimento riguarda solo i residenti essendo il centro stesso (circa trecento metri del Corso principale) interdetto al traffico dei non residenti. L’iniziativa prese il via poco più di due anni fa ad opera del Comitato denominato “Atrani Tranquilla” allorquando tre o quattro elementi con motorini “smarmittati” si accanivano a scorrazzare giorno e notte all’interno del paese disturbando il sonno di anziani e bambini. Il piccolo borgo marinaro, racchiuso tra due costoni rocciosi, gode di un’acustica particolare tanto che un semplice colpo di clacson è udibile da non meno della metà dell’intera popolazione. Un motorino col tubo di scarico non a norma che attraversa quei trecento metri di Corso in una notte d’estate, quando le finestre sono aperte per il gran caldo, si stima che svegli non meno di duecento persone.
Il Comitato, in collaborazione con alcuni amministratori iniziò a svolgere un’opera di sensibilizzazione attraverso una serie di riunioni con i cittadini. Il tema portante era: l’inquinamento acustico. Aggiungerei, questo sconosciuto! Le cause che lo generano, gli effetti sulla salute e la qualità della vita dei cittadini, le ricadute negative sulla qualità del turismo, le leggi che regolano la materia. Molto interessante fu portare a conoscenza i cittadini, con l’ausilio di video proiezioni commentate da un medico, come i rumori, superati una certa soglia di decibel, anche quelli di cui spesso diciamo: <<…ci siamo abituati>>, come il tocco delle campane anche quando dormiamo, creano un insulto a livello cerebrale che col tempo genera stress, ipertensione e forme di cardiopatie. Ma torniamo al rumore delle moto. All’inizio dell’estate dello scorso anno, visto il persistere delle scorribande, sempre ad opera dei tre o quattro incivili e, io dico, l’inefficacia degli addetti al controllo (Polizia Municipale) a contrastarli, l’Amministrazione dispose il divieto di transito di tutti i motoveicoli nelle prime ore pomeridiane e in quelle serali. Ci furono, a ben ragione, proteste soprattutto da parte di chi utilizzava il motoveicolo per lavoro, i quali stanchi del turno sopportato in un albergo o un ristorante, volevano giustamente ritirarsi a casa per il meritato riposo. Il Comitato tornò a riunirsi con alcuni cittadini e amministratori convenuti per chiedere conto del perché nessun provvedimento fosse stato preso nei confronti di quei pochi soggetti rumorosi. Nessuna risposta. Nella stessa seduta vi fu una disamina di alcuni articoli del Codice della Strada con particolare riferimento all’articolo 155 che recita tra l’altro: “…Durante la circolazione si devono evitare rumori molesti causati dal modo di guidare…Il dispositivo silenziatore, qualora prescritto, deve essere tenuto in buone condizioni di efficienza e non deve essere alterato…Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 34,98 a euro 143,19.”
Quest’anno il provvedimento di divieto è stato nuovamente adottato. Segno che nulla è cambiato, anzi. Oltre alle legittime proteste dei lavoratori, il divieto viene vissuto dai più come una gratuita restrizione che l’Amministrazione infligge. Segno palese che chi doveva sensibilizzare e all’occorrenza reprimere ha fallito. Ma un divieto nasce quando c’è un problema. Nel nostro caso l’inquinamento acustico e ambientale del centro storico di Atrani. Siamo alla seconda estate di divieto e si ripropongono le stesse domande: che facciamo noi cittadini per risolvere il problema? Cosa fanno gli Amministratori per sensibilizzare i cittadini che viaggiano su due ruote ed educare quella stretta minoranza strafottente? Infine e soprattutto: quanti articoli 155 del Nuovo Codice della Strada ha inflitto la Polizia Municipale di Atrani agli ostinati disobbedienti delle più elementari regole del vivere civile prima che arrivassimo in piena estate? A questa ultima domanda sarebbe interessante avere una risposta. In attesa, almeno per Atrani, per colpa di pochi sconsiderati al momento paghiamo tutti. Per la prossima estate invece, il Comitato civico intenderà proporre all’Amministrazione il libero accesso, a qualunque ora, ai residenti muniti di moto con tubi di scarico strettamente omologati e silenziosi e mantenere il divieto attuale solo per i motorini di 50 di cilindrata, quella categoria cioè che ha fatto scattare l’ordinanza di divieto per l’eccessivo rumore.
Gino Amato

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