INCENDI: DAL CDM LO STATO DI EMERGENZA PER IL SUD

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 LUCERA (FOGGIA) – Una persona è indagata nell’ambito delle indagini sull’incendio di Peschici (Foggia). Il numero delle vittime è salito a tre. E’ morto stamattina in un ospedale di Genova, dove era stato ricoverato, Domenico De Nittis, di 60 anni, di Peschici rimasto gravemente ustionato nell’incendio del 24 luglio. 

   Gli esperti della Forestale non hanno accertato, al momento, se l’ incendio appiccato a Peschici sia di natura dolosa o colposa. E’ stato individuato, da accertamenti compiuti nell’ ambito delle indagini coordinate dal sostituto procuratore del Tribunale di Lucera Massimo Lucianetti, il luogo dal quale è scaturito l’ incendio.

I reati ipotizzati a carico della persona indagata, della quale non è stato diffuso il nome ed il ruolo ma che è stata definita ‘persona nota’, sono quelli di incendio boschivo colposo (423 bis,II comma), omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime e rifiuto di atti di ufficio. Nello stesso fascicolo, aperto nei giorni scorsi dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lucera, Massimo Lucianetti, si procede a carico di ignoti per le ipotesi di incendio boschivo doloso, omicidio volontario e lesioni. Il magistrato ha anche aperto un ulteriore fascicolo per accertare se ci sono stati presunti ritardi nei soccorsi.

SITUAZIONE TRANQUILLA, MUTATE CONDIZIONI METEO
La situazione in tutta la Puglia è tranquilla, sono stati bonificati anche gli ultimi focolai e non vi sono rischi di ulteriori incendi. Lo hanno reso noto funzionari del Corpo forestale dello Stato per la Puglia. A Peschici – hanno ricordato – ieri si sono vissuti attimi di panico per alcune lingue di fuoco che si sono sviluppate ai margini della zona completamente bruciata. Si è temuto, in particolare, che i soccorsi potessero tardare. Non vi era però – secondo i forestali – alcun rischio reale perché la terra era completamente bruciata, c’era il timore da parte di residenti e dei villeggianti che il vento potesse trasportare scintille verso terreni incolti e resi secchi dalla siccità. Sono anche cambiate – sottolineano i forestali – le condizioni meteorologiche, sulla regione non incombono più la cappa di aria afosa e il vento caldo di scirocco, sostituiti da alte pressioni e un leggero vento fresco di maestrale.

SUL POLLINO ANCORA FIAMME
Sono otto gli incendi che divampano in tutta la Calabria. Il numero dei roghi attivi stamani è nettamente inferiore a quello dei giorni scorsi. Tra le zone maggiormente colpite permane quella di Morano Calabro, nel Parco Nazionale del Pollino, dove c’é un incendio che divampa da domenica mattina. Altri roghi vengono segnalati anche in provincia di Catanzaro e Reggio Calabria. Per far fronte agli incendi più vasti stanno lavorando due mezzi aerei che hanno già effettuato numerosi lanci di acqua e liquido infiammabile.

DAL CDM OK A STATO DI EMERGENZA PER IL MEZZOGIORNO
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera allo stato di emergenza per le regioni del Mezzogiorno. Lo hanno reso noto i ministri Chiti e Santagata al termine dela riunione. Nei prossimi giorni, ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, “nel più breve tempo possibile, saranno fatte le ordinanze per le singole Regioni, gestite dalla Protezione civile, nell’ambito dello stato di emergenza dichiarato oggi dal Consiglio dei ministri per gli incendi”. In questo modo, ha proseguito, “si punta a mettere in sesto realtà così drammaticamente colpite”.






















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                                          MICHELE DE LUCIA