Positano, Uccisa la Koelreuteria sul sagrato della Chiesa Santa Caterina

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Delitto Perfetto

Uccisa la Koelreuteria sul sagrato della Chiesa di S. Caterina



Era l’unico esemplare adulto di Koelreuteria paniculata esistente a Positano, un albero appartenente alla famiglia delle Sapindacee originario della Cina e del Giappone, dalla probabile età di circa 50 anni. A fine Aprile la sua chioma iniziava a dispensare ombra generosa, a Giugno si copriva di pannicoli odorosi di fiori gialli, invito irresistibile per insetti e farfalle, in autunno i suoi semi a forma di piccole lanterne cinesi assumevano tonalità brunodorate. Ora probabilmente è morta per sempre, nonostante una sapiente e puntuale opera di potatura tesa a rinforzarla. Delitto perfetto?? Probabilmente, data la resistenza di questa essenza al vento, all’inquinamento ed ai maltrattamenti. La prova certa si potrebbe avere solo da un esame fitosanitario del tronco ma nulla esclude che la causa più probabile possa essere stato il rifacimento della pavimentazione della piazzetta, da pochi giorni intitolata alla memoria di Edna Lewis, fondatrice dell’Art Workshop di Positano.

Purtroppo, questa non è l’unica vittima dell’ignoranza di chi non si rende conto che una pianta è un essere vivente ed un albero è un soggetto giuridico i cui diritti vanno tutelati da chi ne ha la responsabilità. Che io ricordi la prima vittima illustre è stata la Chorisia speciosa di Via Pasitea, l’esemplare più grande tra quelli importati circa sessanta anni fa da Renato Camera D’Afflitto e impiantato nella ex Villa Viggiani che da quell’albero pianta prendeva il nome. Nello spazio di tre ore questo gigante è stato raso al suolo sotto l’indifferenza delle autorità e l’assenza di esperti istituzionali, solo perché “pare” che una raffica di vento avesse minato uno dei suoi rami, o forse perché le potenti radici intralciavano i progetti di scavo successivamente effettuati ed autorizzati (l’ordine di queste due ultime parole non è affatto causale n.d.r.); segue la Melia Azedarach nelle scale delle Scuole Elementari, scomparsa dal giorno alla notte. In meno di dieci anni tre alberi preziosi, belli e sani sono stati abbattuti o uccisi senza battere ciglio e senza motivi certificati dalle autorità forestali.

Anni fa le amministrazioni comunali intrapresero, con la collaborazione del Prof. Biagio Salvati, appassionato ed innamorato di essenze tropicali, il censimento degli esemplari di flora esotica presenti nel Comune: probabilmente per poterli tenere sotto controllo ma, come tutti i buoni propositi di quella e delle successive amministrazioni, non se ne è saputo più nulla.

Solo adesso si è provveduto, nell’opera di rinnovo di via C. Colombo, all’impianto di essenze di un certo pregio come le Lagerstroemie e le Jacarande. Se le prime si prestano per la bellezza dei fiori, del tronco e la crescita modesta a fiancheggiare una strada, meno adatte sono, anche se bellissime, le seconde. A causa della loro invasività radicale mal si prestano ad essere impiantate su una via a sbalzo e la loro velocità di crescita, sono infatti alberi ad alto fusto, potrebbe far decidere le future amministrazioni ad intervenire per capitozzarle (praticamente decapitarle) rovinandone la bellezza e spingendo ancora di più le radici a crescere o qualche malintenzionato, disturbato dai rami, ad avvelenarle nottetempo.

Concludo con una frase di mio nonno che campeggiava nella villa dei miei genitori: “Il culto e l’amore per le piante sono indizio e misura del grado di civiltà di un popolo”; a buon intenditor, poche parole….



Nicola Prisco