PENSIONI: BONINO RIMETTE IL MANDATO, MA PRODI LA CONFERMA

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ROMA – “Ho scritto una lettera a Prodi per lasciare a lui la valutazione rispetto al mio permanere al governo. Non sono qui a minacciare alcunché, tanto meno le dimissioni, ma puramente per rimettere nella sue mani il mio incarico”. Lo ha detto Emma Bonito, ministro per le Politiche europee e il Commercio con l’estero, nel corso di una conferenza stampa, durante la quale ha ribadito le sue critiche alla trattative in corso tra governo e sindacati sulle pensioni. “Poiché nelle prossime ore Prodi ci comunicherà le sue decisioni” in merito alla riforma della previdenza “ho ritenuto corretto, necessario e urgente rimettere nelle sue mani il mio mandato”. Così il ministro delle Politiche Europee Emma Bonino spiega la decisione di consegnare il proprio incarico nelle mani del premier. Il ministro ribadisce la propria contrarietà all’ipotesi che si abbassi l’età pensionabile e dunque spiega nel corso di una conferenza stampa come abbia trovato giusto che “ora sia Prodi a decidere se il mio permanere sia opportuno e compatibile con le ragioni spesse del suo compito e del suo mandato o se lo siano le posizioni conservatrici della sinistra e dei sindacati. “Chiedo a lui – dice Bonino – e a lui affido il mio permanere” nella compagine di governo, perché siamo di fronte a “un momento cruciale per il paese”. Il ministro delle Politiche Europee Emma Bonino riconosce lo “sforzo” compiuto da governo e dalla maggioranza per mettere in atto il risanamento dei conti pubblici attuato l’anno scorso, ma sottolinea con forza come ci sia “il rischio che su spinta e sottopressione della sinistra comunista e dei leader sindacali il nostro paese, unico in Europa, operi per l’abbassamento dell’età pensionabile rispetto alla media europea con un aggravio dei posti”. Nel corso di una conferenza stampa convocata per annunciare la remissione del proprio mandato nelle mani del premier, il ministro rivendica come la sua scelta sia in linea con “la posizione storica dei Radicali”, che da sempre hanno “combattuto il gravissimo problema di un debito pubblico incontrollato che è sempre di più – aggiunge il ministro – un’ipoteca sull’economia e sulla società”.

PRODI A BONINO: CONIUGHEREMO RIGORE CON SVILUPPO
Romano Prodi risponde ad Emma Bonino con una lunga lettera nella quale dice di non voler neppure prendere in considerazione la messa a disposizione dell’incarico di ministro e assicura una riforma pensionistica che saprà coniugare rigore e sviluppo, nel pieno rispetto dei conti pubblici e delle indicazioni dell’Unione Europa. Il presidente del Consiglio ritiene assolutamente legittime le osservazione di Bonino, ma “eccepibili” le sue conclusioni su una partita, quella delle pensioni, che il Professore ritiene “la più impegnativa e difficile”. “Ricevo la tua lettera che ritengo uno stimolo importante per la nostra attività di governo che quotidianamente ci vede impegnati. Ripeto, ritengo le tue osservazioni e le tue perplessità assolutamente legittime e in gran parte (soprattutto quando sottolinei le priorità del risanamento dei conti pubblici e dell’equità del sistema pensionistico) condivisibili. Ritengo invece eccepibili le tue conclusioni”. “Tu che tanta parte hai avuto nella attività del Consiglio dei ministri – prosegue il premier – sei testimone che non esiste e non è mai esistita alcuna prevalenza di una componente politica di questa maggioranza sulle altre. Tale prevalenza è sempre esistita solo nelle affermazioni interessate dell’opposizione e di alcuni critici che invece di incoraggiare i forti cambiamenti (dal cuneo fiscale alle liberalizzazioni, solo per fare due esempi) che, malgrado la difficilissima situazione economica che abbiamo ereditato, siamo riusciti a dare alla nostra economia, hanno preferito continuare ad alzare l’asticella. Per quanto riguarda inoltre le prese di posizione delle autorità nazionali e internazionali che tu citi, mi faresti un torto se ritenessi che io non le tenga nel dovuto conto: ne conosco e ne valuto continuamente il valore e la portata, ma è nostro dovere portare il Paese avanti, consentirgli di uscire dalle secche di una economia asfittica, consentirgli di guardare al futuro con maggiore fiducia e qualche risorsa a disposizione: governare vuol dire per me osservare i criteri che i nostri giudici internazionali ci propongono o impongono, ma anche non mettere in ginocchio un paese che ha già tanto pagato in nome di un risanamento che perpetuerebbe le situazioni di iniquità e di squilibrio sociale contro le quali abbiamo sempre detto di volerci battere. Nelle difficili decisioni che ci è toccato in sorte di dovere prendere in oltre un anno di attività, riguardassero esse la politica estera o le scelte di politica economica, abbiamo sempre e apertamente (troppo apertamente talvolta) discusso, trovando sempre quei seri punti di mediazione compatibili con le convinzioni e con le idee di ciascuno”. “Sarà così anche per la partita, forse la più impegnativa e difficile che abbiamo affrontato dal maggio scorso, delle pensioni: riusciremo a coniugare, come sempre – prosegue – il rigoroso rispetto dei conti pubblici con la necessità di dare ai nostri concittadini un sistema pensionistico più equo e giusto”. “Questo governo – conclude – ha ancora bisogno del tuo prezioso apporto e dell’alto contributo etico e professionale che hai sempre dato alla sua attività. Non intendo quindi neppure prendere in considerazione la tua ipotesi di remissione del mandato che rinnovo pienamente con immutata fiducia”.




















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                              MICHELE DE LUCIA