E Zeffirelli torna in Costiera Amalfitana nella sua Positano

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Positano è uno stato d’animo. Una passione che freme sottopelle. Difficile dimenticarla, impossibile farne a meno se a Positano si è legati per una serie di ricordi straordinari. Se a Positano si è appartenuti lungamente e se nei bagliori del sole che illumina l’isola dei Galli hanno visto la luce opere indimenticabili e sono sbocciate amicizie uniche. E’ per questo motivo che il regista Franco Zeffirelli, dal 2000 cittadino onorario di Positano, domani tornerà nella cittadina della Costiera. Presenterà la sua autobiografia a Palazzo Murat, alle 21,30, nell’ambito della manifestazione «Positano: mare, sole e cultura». Aveva promesso che qui non sarebbe tornato, le vicende legali che hanno coinvolto la sua villa gli avevano fatto pronunciare amare parole di addio. Senza ripensamenti e senza guardarsi indietro.
Ma ora è di nuovo a Positano.
«Sono qui per a presentare il mio libro, la mia autobiografia che in grande parte parla proprio dei molti miei anni trascorsi a Positano».
Da quanto tempo non ci tornava?
«Io ho un problema motorio, alle gambe: non vado in carrozzina, ma poco ci manca. A Roma, in teatro, mi difendo: ma se devo girare per il mondo diventa un problema. E Positano è sicuramente l’ultimo posto al mondo che si adatti a chi ha le gambe malandate. L’anno scorso sono stato qui una settimana, durante l’estate, ma ormai considero la mia storia con Positano finita».
Lo dice con nostalgia?
«Ogni stagione ha il suo frutto, e questo va accettato. Io ho vissuto anni meravigliosi qui, indimenticabili davvero, e ne ho reso sempre partecipe la città, l’intero paese. Non c’è nulla che abbia fatto che non sia stato un omaggio reso a questa comunità che davvero amo molto».
Una comunità che le ha dato la cittadinanza onoraria, ma anche noie giudiziarie.
«Fra gli abitanti di Positano ci sono personaggi di bassa lega. Quando parlo della comunità che amo non guardo a loro, ma vedo alla Positano che lavora, che risparmia, che vuole affermare la propria dignità nel mondo e che vuole esser degna del regalo che le ha fatto madre natura: un paese straordinario, unico al mondo».
La frattura è insanabile?
«Ho avuto inspiegabilmente questioni di invidie di vicinato. Mi hanno dato e mi danno molto fatidio. Ho già deciso che la mia storia con Positano passa in altre mani. Mani, credo, altrettanto degne delle mie. Insomma lasciamoci così senza rancore, ma con grande nostalgia. Del resto i centoventi scalini per scendere alla villa diventano anno dopo anno più impervi, più difficili».
«Treville», dunque, non è più casa Zeffirelli?
«E’ stata venduta. La villa non di mia proprietà, è di una società di cui sono stato ospite per tanti anni. Vedendo che mi sono disaffezionato per questioni di età e di salute, oltre che per altri motivi, hanno pensato bene di metterla in vendita e hanno trovato un acquirente che hanno considerato giusto».
Con quale spirito è tornato da queste parti?
«Sono comunque grato alla Provvidenza che mi ha regalato tante estati felici qui a Positano. C’è tanto di me da queste parti e c’è il ricordo delle estati felici trascorse con personaggi unici che purtroppo non ci sono più. Per me è un pochino un cammino doloroso venire a Positano perché mi fa ripensare a tutti quegli straordinari amici che passavano le vacanze con me: Leonard Bernstein, Liza Minnelli, Liz Taylor, Laurence Olivier… Tutti, e ancora molti altri che sono stati miei ospiti, hanno amato moltissimo Positano. Non dico che ora sono di fronte ad un cimitero di memorie, ma sicuramente ad una chiesetta di memorie ».
Prova rancore per le beghe giudiziarie che hanno aggiunto capitoli meno luminosi alla storia di «Treville» e ai suoi ricordi «E’ talmente meraviglioso quello che ho vissuto qui che non provo alcun rancore. Neanche nei confronti di quelli che hanno cercato, in più riprese, di farmi molto male. E’ chiaro a questo punto che hanno perso la partita: io non sarò più facile preda di nessuno. Vengano piuttosto ora a Roma a rompere le scatole. E vedremo».
Anna Paola Merone
Da www.corrieredelmezzogiorno.it


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