PASSI AVANTI SULLE PENSIONI MINIME, DAMIANO OTTIMISTA

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ROMA – Sui criteri per gli aumenti alle pensioni minime si stanno facendo “passi avanti”. Lo sottolinea il ministro del Lavoro, Cesare Damiano al termine della riunione che si è tenuta con i sindacati. Il confronto – ha spiegato il ministro – proseguirà domani sia in sede tecnica che politica. “Abbiamo esaminato problemi complessi – ha detto – abbiamo avanzato nuove proposte, le stiamo perfezionando. La platea dei beneficiari degli aumenti – ha detto il ministro – si definirà alla fine del confronto, ma il governo pensa che sia intorno ai tre milioni di persone”.

DAMIANO, SPERO IN SETTIMANA SI ESAURISCANO PROBLEMI
Il ministro del Lavoro e’ “ottimista sulla possibilità che si possa trovare entro questa settimana una soluzione su tutte le questioni relative alla riforma del sistema previdenziale, compresa la modifica dello scalone. “Aspettiamo il ritorno del presidente del Consiglio Prodi – ha detto Damiano rispondendo a una domanda sulla possibilità che si affronti a brevissimo la questione ‘scalone’ -, spero che nella settimana si arrivi ad esaurire tutti i problemi”. Alla domanda se sia possibile un accordo entro la fine della settimana Damiano ha risposto “sono sempre ottimista”.

BONANNI, TRATTATIVA RESA DIFFICILE DA PARTITI
La trattativa sulla riforma delle pensioni è resa più difficile dalle voci “dei troppi partiti in campo” che impediscono alle parti sociali di individuare “una soluzione onorevole”. Lo ha detto, parlando in Senato a margine di un’audizione sul Dpef il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, che individua come soluzione possibile “un mix di scalini, quote e incentivi”. “Ci sono troppi politici e troppi partiti – ha detto Bonanni – nell’area di gioco. Devono sgombrare e dare la possibilità alle parti sociali di discutere, di trattare, e di trovare un compromesso onorevole”. “Questo atteggiamento – ha proseguito il segretario della Cisl – danneggia i lavoratori che stanno andando in pensione o che ci andranno nei prossimi decenni, perché si dice tutto e il contrario di tutto, ma non si favorisce una soluzione del problema, per ragioni di bandierina che ognuno vuole piantare”. Bonanni ha anche una richiesta per Prodi: “Mi aspetto da lui coerenza e coraggio, che finora sono mancati”. “Spero proprio che si trovi una soluzione – ha proseguito – che può essere un mix di scalini, incentivi e quote, cosa che renderebbe libera e autoregolabile la scelta delle persone. Un innalzamento dell’età comunque ci deve essere”. “Quella che si deve trovare – ha insistito Bonanni – è una soluzione sindacale, non perché i partiti non debbano avere un’opinione, ma perché sono le parti sociali che devono dare un indirizzo, perché sono questioni che riguardano i lavoratori”.

EPIFANI, PRODI AVANZI PRESTO SUA PROPOSTA
Prodi faccia presto a presentare la propria proposta sulla riforma delle pensioni. E’ l’appello del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, a margine dell’audizione in Senato delle parti sociali sul Dpef. “Il presidente del Consiglio – ha affermato Epifani – si è preso una responsabilità. Aspettiamo che ci faccia sapere l’esito di questa sua scelta, dopodiché tutto sarà più chiaro, nel senso che saremo in grado di capire se siamo in grado di fare un accordo come la Cgil vuole, oppure se rimarranno delle distanze da superare”. “Io chiedo che si faccia in fretta – ha proseguito il segretario della Cgil – perché i lavoratori, il Paese, i pensionati, non possono restare in questa situazione di incertezza, come ormai lo sono da troppo tempo. Ne va del rasserenamento della condizione del Paese”. I cronisti hanno osservato che il problema sembra essere più politico che sindacale: “Io distinguerei – ha replicato Epifani – perché c’é un problema che riguarda il rapporto tra il governo e le organizzazioni sindacali. Poi c’é un problema che riguarda la maggioranza che sostiene il governo. Sono vasi comunicanti, che però vanno anche distinti. Per noi – ha aggiunto – è importante che siamo in condizioni di fare un accordo con il governo; il governo a sua volta deve poter contare su una maggioranza coesa, perché al contrario va da se che il governo affronterà una crisi”.


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                                 MICHELE DE LUCIA