Ravello (SA). A "Palazzo Sasso" antologica di Virginio Quarta.

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E’ stata inaugurata sabato 7 luglio 2007, nel salone di “Palazzo Sasso”, l’antologica di Virginio Quarta, dal titolo “Sguardi dalla Costa”, promossa dal Comune


di Ravello in collaborazione col “Frac” di Baronissi, accompagnata da un catalogo, ricco di immagini, con interessanti passaggi critici di Enrico Crispolti, Massimo Bignardi, Marco Alfano. Oltre quaranta le opere in esposizione, tra dipinti, disegni, acquerelli e ceramiche, che ci consentono di seguire l’intero percorso compiuto da Virginio Quarta in circa mezzo secolo di attività.


 


L’esposizione ripropone il confronto con i protagonisti del dibattito culturale in area salernitana, ossia apre il dialogo attraverso una revisione storiografica, oggi più attenta alle realtà, alle personalità che hanno segnato e segnano ancora il territorio della creatività meridionale.


 


Virginio Quarta riassume la sua Costa nell’atmosfera canicolare che invade i giardini e le terrazze di colori che si slanciano sull’azzurro del cielo e che di notte diviene schermo buio sul quale l’universo disegna le sue figure stellari. Sono terrazze trasformate in punti di ‘osservazione’, luoghi del racconto, dai quali egli guarda, inquadra l’immagine e l’asseconda all’emotività della pittura, ai suoi tempi narrativi. Una mostra, dunque, che parte dalla pittura, dalla sua azione di svelare luoghi e atmosfere.


 


Scrive il Sindaco, Paolo Imperato, nella nota introduttiva, tra l’altro, al catalogo, edito da Bruno Mansi: “La scelta di promuovere questa mostra come punto centrale del programma


estivo e di chiederne l’Alto patronato del Presidente del Senato è stata guidata dall’interesse che da anni l’artista ha avuto per Ravello, per le sue bellezze storico-artistiche e paesaggistiche, costruendo, però, un tracciato antologico capace di ricostruire, pagina dopo pagina, il diario di un viaggio all’interno della pittura, all’interno delle relazioni che le immagini ci offrono come seduzioni della mente e dell’anima”.


 


Massimo Bignardi sottolinea:“Dipinti, disegni, ceramiche che, dagli anni settanta, giungono ad oggi tracciando un percorso di immagini che si susseguono con rapidità, spesso accavallando ricordi a ricordi, fino a sperdere ogni possibile connessione con la configurazione e farsi sguardo dell’anima”.


 


Marco Alfano segnala: “In un linguaggio figurativo così disposto ad arrischiarsi su tracciati nuovi Quarta traspone, dagli anni ottanta, la provocazione della pittura in  strumento etico di disinganno, rivelandone il valore che questa possiede di farsi proposta immaginativa, d’effettiva contestazione culturale. Nella riproduzione d’immagini seducenti, avvalendosi dei medesimi strumenti pittorici perfezionati con estremo rigore, l’occhio è sollecitato ad invaghirsi della bellezza, a cedere all’incanto della costa d’Amalfi; immagini fantastiche che tuttavia appaiono trasferite in contesti ancor più enigmatici, che strategicamente insidiano le possibilità della visione”.


 


Da vedere.


 


Maurizio Vitiello