Ravello Festival: caccia al biglietto per Mario Biondi

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Ravello Festival: caccia al biglietto per Mario Biondi


Tutto esaurito per il concerto di domani sera


 


Per il primo degli attesissimi eventi speciali del Ravello Festival, che vedrà domani (sabato 30 giugno) Mario Biondi sul palco di Villa Rufolo, è boom di vendite. Tutto esaurito per il jazzista siciliano che vara una delle più variegate sezioni del Festival in cui saranno ospiti, fra gli altri, la celebre e affascinate chitarrista Sharon Isbin (sabato 7 luglio) e il jazzista Paolo Fresu.


 


Mario Biondi è sicuramente uno dei musicisti jazz  più richiesti del momento. Il cantante siciliano ha navigato tra generi musicali diversi e si è imbarcato in avventure differenti. La sua assoluta naturalezza espositiva e la sua voce, l’hanno consacrato nel gotha del soul, antesignano del modern sound che mutua dal jazz, lo scompone e lo ricompone in archetipi black particolarmente accattivanti. Il successo che lo impone ai network di maggior ascolto, è solo la punta dell’iceberg. Mario Biondi ha lavorato duramente per giungere ad una tale perfezione vocale, un black sound che evoca ricordi storici.


 


I dodici brani che formano The Handful of Soul, lavoro prodotto con maestria da Luciano Cantone e dalla Schema Records, sono trascinanti  e tracimanti. Tutti limpidamente ballabili e cantabili grazie anche alle note sferzate dagli High Five, quintetto aduso a ritmi sempre diversi e che riesce a sposare le zigzaganti fenditure del bop con le misture della lounge music, ma sempre tenendo in conto le robuste sonorità ritmiche del soul.


 


Mario Biondi appartiene ad una famiglia di artisti. Il padre  era un cantautore popolare siciliano. Grazie a lui, Mario a dodici anni inizia a cantare in giro per la sua Sicilia. In breve forgia il suo stile vocale ascoltando i dischi di Lou Rawls, James Brown, Aretha Franklyn, Earth Wind & Fire ed Al Jarreau. E’ l’inizio di un percorso artistico che porterà Biondi ad abbandonare progressivamente la canzone leggera italiana per dedicarsi agli idoli musicali d’oltreoceano.