DPEF, DRAGHI: RIDURRE IL DEBITO PUBBLICO

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ROMA – “Come si rileva nel Dpef è necessario ampliare l'”orizzonte temporale di riferimento dell’azione politica. Ridurre il debito pubblico e aggiungo: garantire la sostenibilità del sistema previdenziale, devono essere il primo investimento dello stato a favore dei giovani e delle generazioni future”. Lo afferma il governatore Mario Draghi nella sua audizione al Senato sul Dpef.


RINUNCIATARI SU CONTI, CORREZIONE AL 2011 “I programmi confermano l’obiettivo di pareggio di bilancio nel medio periodo, ma rinunciano a sfruttare il miglioramento delle previsioni tendenziali per accelerarne il conseguimento”. Lo afferma Mario Draghi nella sua relazione sul Dpef. Per Via Nazionale “l’obiettivo di medio termine è confermato ma gran parte della correzione è rimandata al 2011”.


SCELTE SU PENSIONI CRUCIALI PER EQUILIBRIO CONTI “Le scelte in materia previdenziale sono cruciali nell’assicurare un riequilibrio duraturo dei conti pubblici”. Lo sottolinea il governatore di Bankitalia mettendo in evidenza come “in un contesto in cui, secondo le stime dell’Istat, il rapporto tra ultrassesantenni e popolazione in età da lavoro raggiungerebbe il 53% nel 2020 e l’83% nel 2040”.






CONTROLLO DELLA SPESA PUBBLICA E’ CRUCIALE “Il controllo della dinamica della spesa è cruciale”. Lo dice il Governatore di Bankitalia, aggiungendo come il documento di programmazione economica ribadisca “l’importanza del controllo della qualità e della quantità della spesa al fine di conciliare il risanamento dei conti con la riduzione della pressione fiscale, che attualmente si colloca in prossimità dei valori massimi degli ultimi decenni”.


NON ESISTE UN TESORETTO DA SPENDERE “Io credo che lo stesso termine sia fuorviante: con un debito e un disavanzo come il nostro non esiste un tesoretto da spendere”. Lo ha detto Mario Draghi rispondendo ai parlamentari e aggiungendo come “l’esperienza suggerisca come questo miglioramento” nelle entrate “dovrebbe essere usato a riduzione del disavanzo e del debito perché altrimenti c’é il rischio di dover fare correzioni con un ciclo economico meno favorevole e comunque si sarebbe potuto ridurre la pressione fiscale anziché aumentare al spesa”.

CORTE CONTI: PREOCCUPA CONTROLLO SPESA PUBBLICA


 


ROMA – ‘Una lettura attenta delle stime di finanza pubblica per il 2007 sospinge ad un giudizio piu’ allarmato sulle tendenze in atto, confermando tutte le preoccupazioni sulle difficolta’ di controllo della spesa pubblica’. Lo afferma la Corte dei Conti nell’audizione al Senato sul Dpef.


MIGLIORAMENTO CONTI 2007 PER ENTRATE FISCO “Ancora nel 2007 l’atteso miglioramento dei conti pubblici è per intero ascrivibile all’aumento delle entrate e della pressione fiscale, che raggiungerebbe il 42,4% al netto del Tfr”. Lo mette in evidenza la Corte dei Conti.


PER ITALIA PRIORITA’ SIA RIDUZIONE DEBITO “Appare rischioso, nella peculiare situazione dell’Italia, non cogliere appieno le occasioni offerte da un ciclo economico particolarmente favorevole per condurre una politica di bilancio più rigorosa, che dovrebbe avere come riferimento prioritario il percorso di riduzione del debito”. Lo ha sottolineato Tullio Lazzaro, presidente della Corte dei Conti.

 


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                                     MICHELE DE LUCIA