SUD ASSALITO DALL´AFA A NAPOLI ANCORA EMERGENZA RIFIUTI

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Continua a bruciare l’Italia del Sud. Ancora molti incendi divampano nelle regioni meridionali. In Sicilia, alle spalle di Palermo, le fiamme minacciano alcune case a Piano dell’Occhio: la gente è fuggita spaventata. Arrestati due cugini, operai stagionali della Forestale, sorpresi mentre appiccavano il fuoco in un terreno agricolo a Capaci. “Bruciano gli alberi per poi ripiantarli”, dice il procuratore di Palermo. “Aprirò un’inchiesta”. Incendi anche in Calabria e Molise. A Vernole, in provincia di Lecce, 30 ettari dell’oasi naturale Le Cesine sono andati distrutti dagli incendi. Mobilitati i Canadair e gli elicotteri della Protezione civile. Ieri la Forestale ha ricevuto quasi 1.500 richieste di soccorso per incendi: e non sono state contate le telefonate provenienti dalla Sardegna e dalla Sicilia.
Napoli incendi anche per i rifiuti. “Va male, sempre peggio. Noi andiamo a spegnere le fiamme e dopo poco la gente torna ad incendiare”. Lo sfogo e’ di un operatore del comando provinciale dei vigili del fuoco della provincia di Napoli, che anche nel corso della notte sono intervenuti, per circa 70 volte, su tutto il territorio provinciale, per domare roghi di cumuli di spazzatura dati alle fiamme da cittadini esasperati. Le aree piu’ colpite, come sempre, quelle della periferia cittadina e dei comuni flegrei e vesuviani. In questo momento, fanno sapere i vigili del fuoco, alcune unita’ sono ancora in azione in alcune zone dell’hinterland
Black out a Palermo, ferma la Fiat di Termini Imerese. Il massiccio uso di condizioni d’aria provoca black out. L’erogazione dell’energia elettrica in varie zone di Palermo resta ancora a singhiozzo. Fuori uso dodici trasformatori in città; guasti numerosi cavi elettrici. Traffico in tilt per i semafori spenti. A rischio tonnellate di alimenti custoditi in frigoriferi fermati dai black out. Per precauzione, nel pomeriggio di ieri, la direzione sanitaria dell’ospedale di Villa Sofia ha sospeso gli interventi chirurgici. L’Enel ha lanciato un appello agli utenti affinché limitino i consumi di energia. Per il troppo caldo e il fumo degli incendi, ancora fermi gli operai della Fiat di Termini Imerese. La direzione dell’azienda ha deciso di sospendere la produzione fino alle 22, e mettere in cassa integrazione i lavoratori. Nel petrolchimico di Priolo e di Gela, le aziende hanno messo in libertà i lavoratori garantendo la cassa integrazione per calamità naturale. Le fiamme minacciano anche la linea ferroviaria nei pressi di Termini Imerese. Lambita dall’incendio, la centrale elettrica San Calogero, una delle più grandi dell’isola, è stata spenta per precauzione. Nella notte, black out di cinque ore anche in diversi rioni di Agrigento. Il meteo: “Da domani meno caldo”. Il caldo non accenna a diminuire. Ieri pomeriggio gli osservatori meteorologici dell’Aeronautica Militare hanno misurato 45 gradi a Bari, 46 a Catania, 43 a Lecce, valori prossimi ai massimi storici assoluti registrati in oltre 50 anni in queste località. Cauto ottimismo viene espresso dai meteorologi che annunciano: “Da domani andrà un po’ meglio. Farà ancora caldo, ma la temperatura dovrebbe scendere di qualche grado”. La causa di tanta calura è l’alta pressione che indirizza aria arroventata dal Nord Africa verso l’Italia, la Grecia e la Turchia. Si sta decisamente meglio al Nord-Ovest, dove le correnti atlantiche trasportano aria più fresca: ieri i termometri di Torino misuravano “solo” 30 gradi. Dal caldo e dai rifiuti si salvano le località turistiche come la Costiera Amalfitana, la Penisola Sorrentina e la Costiera Cilentana. Si attendono provvedimenti immediati.


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