CASINI: SERVE GOVERNO DI RESPONSABILITA´ NAZIONALE

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ROMA – Il vicepremier Massimo D’Alema conferma le parole di Romano Prodi: “Qui c’é un’aria irrespirabile e un clima piuttosto preoccupante”. Lo ha fatto aprendo la puntata di Ballarò in risposta ad una domanda del conduttore Floris. “Rischiamo di pagare un prezzo molto alto come Paese e c’é un clima di enorme confusione”, ha aggiunto D’Alema.


RIFORME: FARLE NON E’ LEVA PER SCARDINARE GOVERNO
”Per fare le riforme bisogna discutere di riforme, non usarle come leva per scardinare gli equilibri politici”. E’ la convinzione espressa dal vicepremier Massimo D’Alema che, ospite di Ballaro’, ribadisce: ”Se va in crisi questo governo, ci sono le elezioni”. Rivendicando il tentativo della Bicamerale, alla domanda se oggi lo rifarebbe il ministro degli Esteri risponde: ”Io rifarei tutto quello che ho fatto in buona fede per il bene del paese. Oggi se non c’e’ uno straccio di intesa su cosa fare, invece di fare le riforme c’e’ il rischio che qualcuno pensi di fare un’operazione sul governo”.


MENO TASSE SE SI AFFRONTA FLAGELLO EVASIONE
Quello delle tasse, e la sua riduzione, e’ ”un grande problema del paese e sono convinto che in Italia e’ possibile pagare meno tasse se si affronta il flagello dell’evasione fiscale”.

Lo ha detto il vicepremier Massimo D’Alema, precisando che bisogna ”guardare in faccia alla realta”’ e come riporta un sondaggio odierno non puo’ essere che il 60% delle imprese, in media, presenti un reddito lordo di mille euro al mese. ”Questo non e’ credibile”, ha aggiunto D’Alema sottolineando che ”c’e’ un problema evasione”.


CLASSE POLITICA E ECONOMICA NEL MONDO FANNO SQUADRA

”In tutto il mondo la classe politica e quella economica fanno squadra e difendono gli interessi del proprio paese”. Lo ha sottolineato il vicepremier Massimo D’Alema, parlando della tentata scalata a Bnl avvenuta due anni fa. Solo in Italia, ha aggiunto, questo non avviene e ”noi siamo indeboliti da una disputa continua. E’ del tutto naturale che la politica si occupi della creazione di una grande banca, tra l’altro vicino al mondo delle cooperative, che poteva essere utile al paese”.


NORMALE CHE POLITICA SI OCCUPI DI FUSIONI BANCARIE
”E’ del tutto normale che la classe politica si occupi di fusioni bancarie, se non vengono commessi reati. Anzi, chi si occupa di politica ha il dovere di occuparsi di tutto cio’ che interessa la vita del paese”, ha sottolineato il vice premier Massimo D’Alema, che ha stigmatizzato il fatto che il paese sia ”precipitato in una discussione che e’ fatta di sospetti e allusioni”, sottolineando l’urgenza che venga ”ripristinata una vita civile”.

Tornando al tema delle fusioni bancarie, il vice premier si e’ chiesto retoricamente: ”Voi credete che le grandi operazioni che si fanno in Gran Bretagna o in Spagna non abbiano l’interesse della politica?”. Affrontando il tema dei rapporti dei Ds con l’ex presidente dell’Unipol Consorte, Massimo D’Alema ha spiegato che anche i verbali diffusi sono di fatto ”archeologia”. Anche se, ha ricordato, gia’ due anni fa disse di essere rimasto ”certamente ferito” dal fatto che Consorte ”aveva guadagnato tanti soldi”. Ma se si tratta di ”un reato”, bisogna ”attendere la sentenza”, ha aggiunto D’Alema, sottolineando che oggi si parla di Consorte ”come di Al Capone”.


CASINI, OGGI SERVE GOVERNO RESPONSABILITA’ NAZIONALE

”Serve un superamento di questa fase politica anche sul piano del governo. Un governo di responsabilita’ nazionale oggi e’ indispensabile, altro che invocare le elezioni”. E’ l’urgenza espressa, a ‘Ballaro”, dal leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. Casini rilancia la sua proposta e lancia implicitamente una frecciata al leader azzurro Silvio Berlusconi che domani salira’ al Colle.

”Non e’ una cosa nuova da parte mia”, scherza Casini quando il conduttore gli fa notare che sta polemizzando con il Cavaliere. E se Casini ritiene ”necessario tornare allo spirito della Bicamerale”, il vicepremier Massimo D’Alema ribadisce che a quel tempo con la Bicamerale ”noi mancammo l’occasione per indirizzare l’Italia verso un sistema piu’ forte”. Perche’, evidenzia il vicepremier, ”se all’estero ci sono sistemi istituzionali robusti e i 98 ddl varati dal governo in Francia sarebbero leggi, in Italia il meccanismo istituzionale e’ tale per cui tutti i 98 ddl sono virtuali”.

”Un paese – afferma D’Alema – che non e’ in grado di governare, qualunque sia il governo, perche’ ostaggio di un drappello di parlamentari. Invece di alzare polveroni di tutti contro tutti la classe dirigente dovrebbe mettersi intorno a un tavolo e fare le riforme”. Ritornando agli obiettivi della Bicamerale, come l’elezione diretta del premier e il monocameralismo, il vicepremier conclude: ”Non aver approvato quelle riforme, non aver avuto la forza per

approvarle, e’ stata una disgrazia per il paese”.





MICHELE DE LUCIA

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