Da Sorrento ad Amalfi battaglie per le spiagge libere

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Dalla Penisola Sorrentina alla Costiera Amalfitana si annuncia guerra nelle due aree turistiche più rinomate della Campania e con grossi problemi di privazione di spazi di balneazione. I primi a sollevarsi sono stati i cittadini di Sorrento, che è una città quindi più sensibile e ricettiva alle mobilitazioni, del comitato “Conta anche tu”, ma problemi gravi sono presenti in tutta la Costiera Amalfitana e Sorrentina. Il Cilento da questo punto di vista è discorso a parte, anche lì esistono dei problemi ma l’antropizzazione ed i minori flussi turistici non riducono al lumicino le spiagge libere come in Costiera Amalfitana. Amalfi, Positano, Praiano, Maiori, Minori, Atrani hanno gli stessi problemi delle spiagge di Massa Lubrense, Sorrento, Vico Equense e Meta. Gli interessi sono molti e sarà difficile ottenere il rispetto della nuova legge finanziaria che prevede obbligatoriamente la collocazione di varchi necessari al fine di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione. Questa significa, in parole povere, che tutti devono poter passare per gli stabilimenti e potersi fare un bagno sulla battigia. Cosa che prima non poteva avvenire. Il rispetto di questa normativa, secondo noi, sarà arduo, se non impossibile. Apprezziamo l’iniziativa di Sorrento, ma in altre spiagge i problemi sono più gravi e la forza dei cittadini minima se non nulla. Dovrebbero, ma non lo fanno, intervenire le istituzioni. Invece, veniamo a sapere che in buona parte della Costiera Amalfitana le coste stanno peggiorando invece di migliorare. L’erosione accompagnata a nuove concessioni (Maiori, Atrani per esempio) renderà sempre più difficile ai cittadini e, quel che è più grave, in particolare ai residenti, che vivono e pagono le tasse per vivere nel proprio paese, arrivare a farse i bagni in quella che dovrebbe essere il Mare, ma anche lido, “Nostrum”. Arriva l’estate e scoppia la guerra per le spiagge libere. Da una parte c’è chi ritiene che l’arenile debba essere accessibile a chiunque, dall’altra i concessionari delle spiagge tendono a chiudere e a fare pagare l’entrata. Così, mentre gli italiani si preparano a passare i primi weekend al mare, i Verdi hanno preparato un Manuale autodifesa dei bagnanti con tutte le informazioni e le indicazioni per chi non vuole o non può usufruire di una spiaggia libera.

Quello dell’accesibilità è un principio inserito nella Finanziaria 2007 lo scorso dicembre, e quindi è legge dello Stato. All’art 1, comma 251 si legge infatti: “È fatto obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione”. Recentemente però la polemica politica ha spaccato la maggioranza, dopo che una circolare del ministero del Turismo ha interpretato in maniera restrittiva il principio assoluto contenuto in finanziaria. Un’interpretazione che i Verdi rifiutano nettamente.

In quest’incertezza si inserisce il manuale scaricabile dal sito dei Verdi. Come si legge nella presentazione, il manuale vuole fronteggiare una situazione che “dal punto di vista del demanio marittimo è una vera e propria anomalia che non ha precedenti nel mondo. Una famiglia italiana ogni giorno paga per andare al mare, anche solo per farsi un bagno, un biglietto d’ingresso a un costo medio di 15-20 euro”. Sul manuale spiega anche chi chiamare in caso di problemi (Guardia Costiera, Vigili Urbani e Carabinieri, o il numero verde istituito dai Verdi) e sono disponibili i modelli per segnalare alle autorità le difficoltà incontrate.

La regola generale è che l’accesso e la balneazione sono libere ovunque



, anche dove le spiagge sono concesse in concessione. Se doveste avere problemi, spiega ancora il manuale, “telefonate alle autorità. Chiedete il nominativo del responsabile dello stabilimento e procedete ad una denuncia circostanziata supportata da testimoni o spedite un esposto, oppure recatevi presso la vicina caserma dei Vigili Urbani e sporgete denuncia formale”.

Ecco le regole e il glossario, caso per caso, per andare al mare consapevoli dei vostri diritti.


Come difendersi


1) Non vi fanno entrare nello stabilimento per andare al mare, o vogliono farvi pagare il biglietto, oppure vi proibiscono di stazionare temporaneamente per fare un bagno sulla battigia antistante l’area compresa nella concessione, anche se non possedete oggetti strumentali alla balneazione (sdraio, ombrellone), se non il semplice telo da mare.
Avete il diritto di entrare gratuitamente, raggiungere il mare per la via più breve o quella che vi indicheranno, e decidere se fare il bagno posando i vostri indumenti, prendere il sole, purché non intralciate il passaggio dei mezzi di soccorso o il passaggio di altri, o se non desiderate fare un bagno, potete passeggiare lungo la battigia. Ricordate che la battigia è un’area esclusa dalla concessione demaniale su cui il concessionario non ha alcuna titolarità di contestare alcunché.

2) Non vogliono farvi uscire dallo stabilimento?
Come sopra.

3) Volete vedere il mare ma lo stabilimento è chiuso e la spiaggia libera è lontana?
Non c’è alcuna legge che permette a qualcuno di impedire l’accesso al mare fuori della stagione balneare. Pertanto i gestori devono lasciare la possibilità d’accesso, e se trovate chiuso è l’o ccasione di denunciare l’accaduto ai Vigili Urbani, e alla Capitaneria di Porto.

4) Volete andare in spiaggia a pescare ma non sapete dove entrare?
Come sopra.

5) La spiaggia libera è sporca?
La pulizia delle spiagge libere è a carico del Comune. Se la spiaggia è sporca non esitate a inviare una segnalazione o un esposto circostanziato al comune di appartenenza

6) La spiaggia in concessione ad uno stabilimento è sporca d’inverno?
La pulizia della spiaggia in concessione è un obbligo del concessionario anche d’inverno. Segnalate il fatto al comune di appartenenza o alla Capitaneria di Porto.


7) Quali sono gli standard di sicurezza?
Ogni cento metri d’arenile ci deve essere una postazione di salvataggio con un operatore abilitato, dotato di: maglietta con scritto in maniera ben visibile “salvataggio”; fischietto; pattino o battello rosso con riportata la scritta “salvataggio” e il “nome dello stabilimento”; due salvagente anulari di cui uno munito di una corda di almeno 30 metri; una gaffa.

8) Non viene rilasciata la ricevuta fiscale per la cabina, l’ingresso o altro.
Come ogni altro esercizio, il mancato rilascio della ricevuta è una violazione della legge.

9) Non ci sono accessi per disabili fino alla battigia.
Si tratta di una violazione della legge 104 del 1992, sui diritti delle persone disabili.

10) Sono in corso costruzioni di immobili sul demanio?
Va verificato se c’è un cartello che autorizza la costruzione e inviare un esposto al comune.

11) Ci sono fognature a cielo aperto che scaricano in mare.
Inviare immediatamente un esposto alla Procura della Repubblica, alla Provincia e al Comune.


Glossario


Spiaggia libera: qualsiasi arenile su cui non gravano concessioni demaniali a privati e controllata dalle amministrazioni. È sempre segnalata la possibilità di balneazione per la qualità delle acque o la presenza o meno della sorveglianza a mare.

Spiaggia libera attrezzata: come le spiagge libere, con in più la presenza di punti ristoro o noleggio attrezzature gestiti da operatori in convenzione con i comuni che sono concessionari delle spiagge stesse.

Spiagge non assistite (fuori dai tratti urbani): qui ognuno può accedere nel rispetto delle bellezze naturali e non c’è nessuna assistenza.

Arenile: la superficie sabbiosa in genere.

Battigia: striscia di 5 metri tra la zona della risacca e l’arenile.

Demanio Marittimo: il vero e proprio suolo dello Stato, come le montagne, i fiumi. In definitiva, i proprietari siamo tutti noi. Su di esso vigila l’Autorità della Marina (Capitaneria di Porto) ed è amministrato dal Ministero delle Finanze attraverso gli Uffici Demaniali.

Concessione Demaniale: atto formale con cui lo Stato, attraverso le istituzioni delegate, rilascia e rinnova (su richiesta degli interessati e secondo regole stabilite) permessi di uso in genere per una migliore fruizione pubblica coniugata ad un’a ttività remunerativa. La durata è temporanea, e legata al rispetto della concessione stessa e delle strutture contenute, nella forma e nella destinazione


Michele Cinque


Segnalate i casi di mancato rispetto dell’accesso ai lidi a Positanonews preferibilmente con foto


cinquemi@michelelecinque.191.1t

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