Positano, successo del concerto di Enzo Avitabile & I Bottari

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CONCERTO di Enzo Avitabile & I Bottari


Il recupero delle origini della musica mediterranea, reminiscenza, ancestralità?





Questa sera in Spiaggia Grande ho ascoltato una musica che a torto, secondo il mio personale punto di vista, hanno definito aperta alla contaminazione. Questo termine sempre più abusato potrebbe essere calzante solo se la musica di Enzo Avitabile e dei Bottari non fosse nata sulle sponde del Mediterraneo traendo energia, ritmo, sensualità e carnalità dall’enorme tesoro che per secoli la vicinanza all’oriente e al Magreb ha accumulato nella nostra cultura. Più esatto sarebbe dire recupero delle origini, o addirittura reminiscenza.  Ma ascoltare è la parola giusta? Quando un mix di ancestralità, di ritmo cardiaco amplificato dalle percussioni ricavate da botti di legno, ti coinvolge ogni fibra del corpo, ti avvolge  e nello stesso tempo ti scuote dall’interno facendoti rivivere i momenti prenatali, dove la colonna sonora della gestazione è costituita dalle vibrazioni del cuore materno, la parola ascolto perde significato perchè limitata solo all’udito.  Quando poi tutto questo viene  sottolineato da una sezione fiati (tromba e sax baritono), ritmica, con eccellenti basso e batteria e melodica con strumenti a corda della tradizione napoletana ecco un mix di ritmo e melodia che trova nella voce, nel virtuosismo musicale nella mimica e nella napoletanità di Enzo Avitabile (tra l’altro diplomatosi in flauto nel prestigioso conservatorio di S. Pietro a Maiella, e lo si capisce subito! n.d.r) ecco che si raggiunge la massima espressione di una realtà musicale ancora poco conosciuta al grande pubblico e ,purtroppo, ancora limitata localmente. Una realtà che trova le sue radici nella emarginazione di aree suburbane come Scampia, Secondigliano o Ponticelli. Luoghi, sempre più spesso citati solo per episodi di cronaca criminale ma vero e proprio utero fecondo e prolifico, capace di generare sicuramente più talenti che delinquenti. Similitudine quindi, non contaminazione, con le espressioni musicali nate negli slums di Londra, Liverpool o nelle aree indipendentiste dell’Irlanda del Nord così come nelle favelas brasiliane o nelle bidonville di Johannesburg o dei ghetti afroamericani dove l’unico sistema per emergere dal degrado spirituale è perdersi nel ritmo e nel groove. Che cosa possiamo ancora dire o quali parole trovare per dare una descrizione reale? Niente! Bisogna tacere e lasciare che il ritmo di Enzo e dei Bottari non trovi ostacoli per raggiungere i nostri sensi.


 


 


Nicola Prisco


Le altre foto saranno inserite nella sezione di Nicola Prisco


Ringraziamo Nicola Prisco per la sua disponibilità e le sue foto straordinarie 


                                                                                                        La Redazione