CLIMA, IL G8 RAGGIUNGE UN ACCORDO SU RIDUZIONI SOSTANZIALI

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 HEILIGENDAMM (GERMANIA) –  I leader dei paesi del G8 hanno raggiunto un accordo sulla lotta ai cambiamenti climatici che li impegna, pur senza obbligarli, ad agire insieme per ridurre in modo sostanziale le emissioni di gas ad effetto serra e a farlo sotto l’ombrello multilaterale delle Nazioni Unite. Non èil risultato ambizioso a cui puntava il cancelliere tedesco Angela Merkel, ma è di più di quanto gli Stati Uniti avevano lasciato intendere di essere disposti a concedere. E con grande realismo, ‘Supermacht Merkel’, Merkel la Superpotenza, come è stata battezzata dalla stampa tedesca, ha detto che l’intesa “é il massimo che si potesse ottenere”. Il negoziato é stato lungo e difficile, ma la Merkel non è stata sola, potendo contare – come ha riconosciuto lei stessa – sul gioco di squadra fatto soprattutto da Italia, Francia e Gran Bretagna. “E’ un buon compromesso”, ha rilevato il premier Romano Prodi. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha salutato l’intesa come “un progresso insperato”, pur rilevando che sarebbe stato meglio ottenere di più.

Molto soddisfatto anche il premier britannico Tony Blair: “E’ un passo in avanti importante”, ha detto, rilevando che il G8 non era la sede opportuna per quantificare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2, perché questa decisione richiede la partecipazione di tutti gli Stati. Anche il presidente della Commissione Ue José Manuel Durao Barroso ha preferito mettere l’accento su quanto ottenuto oggi, piuttosto che rimuginare su quanto auspicato. “E un grandissimo risultato”, si è felicitato Barroso, rivendicando il ruolo di apripista condotto dall’esecutivo europeo. La Ue voleva imporre una strategia contro i cambiamenti climatici basata su obiettivi “vincolanti, misurabili e realizzabili” sotto l’ombrello dell’Onu, lo stesso che ha dato vita al Protocollo di Kyoto, mai ratificato dagli Usa. In concreto, secondo il testo di compromesso, i leader del G8 si impegnano “a tenere seriamente in considerazione la decisione di Ue, Canada e Giappone di ridurre di almeno del 50% le emissioni di gas ad effetto serra entro il 2050”. L’obiettivo non è vincolante per gli Usa e la Russia, che condividono però l’impegno per raggiungerlo. Il documento si rivolge anche ai paesi emergenti perché si associno al processo che prevede azioni per bloccare il surriscaldamento e successivamente ridurre le emissioni. Una prima verifica della loro disponibilità ci sarà già domani quando i leader di Brasile, India, Cina, Messico e Sud Africa arriveranno ad Heiligendamm per sedersi alla tavola degli Otto.

Il documento indica anche che la nuova cornice multilaterale per il post Kyoto, che scade nel 2012, dovrà essere definita entro il 2008 e finalizzata entro il 2009 in ambito Onu. Per la Merkel, “é un enorme passo in avanti, un’ottima base per la conferenza di Bali sul clima delle Nazioni Unite di fine anno”. Gli Usa, finora contrari ad approcci multilaterali, hanno però chiesto ed ottenuto apprezzamento per l’iniziativa annunciata da Bush alla vigilia del Vertice di avviare nel corso di quest’anno un tavolo di discussione con i paesi maggiormente responsabili del






















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                            Michele De Lucia


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riscaldamento del clima. Dopo il pieno successo ottenuto nel Vertice Ue di marzo, con il via libera dei 27 alla rivoluzione verde europea, la Merkel strappa a Heiligendamm un risultato parziale, ma sufficiente per evitare la parola fallimento.