Bertolaso? Una rovina . Commissione rifiuti spaccata

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Bertolaso? Una rovina » . Commissione rifiuti spaccata
Unione divisa: Rifondazione e Idv chiedono la testa del commissario
ROMA — « Quello se ne deve andare, è la rovina della Campania » . Chi? Perchè? Se ne deve andare Guido Bertolaso, in quanto a capo di una struttura commissariale che non funziona. Mentre la regione è lontana dall’essere fuori dall’emergenza, a Roma l’altro giorno è andato in onda uno psicodramma, svoltosi nell’aula della commissione bicamerale chiamata ad occuparsi di rifiuti e delle connessioni criminali e di cui attori erano alcuni parlamentari che per due ore si sono accapigliati su un emendamento alla relazione stralcio sull’emergenza campana sarà votata oggi, a meno di novità dell’ultima ora.
Mentre le immagini dell’immondizia continuano a girare nel mondo e mentre il Cnr lancia l’allarme sulle conseguenze drammatiche per la salute derivanti dall’emergenza, ebbene c’è stato chi ha di fatto addossato le responsabilità di questa situazione su Bertolaso, investito solo nell’autunno scorso del compito di commissario dal go verno Prodi. Così, i rappresentanti dei partiti che siedono nel governo, lo stesso che ha licenziato il decreto con cui si rafforzano i poteri del commissario, quegli stessi partiti hanno affermato che è Guido Bertolaso il vero problema della Campania.
Hanno inveito Aurelio Misiti dell’Italia dei Valori e Salvatore Iacomino di Rifondazione comunista, mentre alcuni altri colleghi di maggioranza assentivano in silenzio. In questo clima surriscaldato Valerio Zanone ( Dl) al contrario tentava di enfatizzare le qualità del commissario, parlandone come « l’unico baluardo » .
A quel punto è stato gioco facile per l’opposizione cogliere la palla al balzo e sottolineare le contraddizioni della maggioranza e infatti Pasquale Viespoli si è alzato e, in sostanza, ha detto: « Decidetevi su cosa volete fare » .
La polemica « a palle incatenate » , l’ha definita un parlamentare è esplosa al momento della discussione sul secondo emendamento della relazione, lì dove si dice che la struttu ra commissariale « si dimostra inadeguata a far fronte agli obiettivi che presiedettero alla sua formazione » . Il punto controverso era quello su Bertolaso. Nella prima versione era scritto: struttura commissariale « retta sull’apporto di una professionalità e passione civile di un funzionario di grande levatura come Bertolaso, ma si dimostra… » . Grande levatura, professionalità, passione? Niente affatto, sono insorti alcuni commissari, i quali ( Misiti, Iacomino e Giacomo De Angelis, del Pdci) hanno chiesto che si cassassero le lodi per Bertolaso attraverso una modifica del 5 ˚ capoverso del testo. La discussione è andata avanti senza che si trovasse un punto di mediazione e mentre su tutto il testo della re lazione fioccavano emendamenti dell’opposizione. E’ toccato al presidente della bicamerale Roberto Barbieri tentare una mediazione e così si è spostato ad oggi il voto sul sta Paolo Russo e da Viespoli, An.
La relazione stralcio, depurata da qualsiasi apprezzamento per Bertolaso, sarà approvata oggi e il punto incriminato reciterà: « La struttura commissariale, che ora si regge sull’apporto del dottor Guido Bertolaso, della Protezione civile, si è dimostrata… » .
Una soluzione pilatesca e comunque critica verso il lavoro di Bertolaso, ma necessaria e che commenta un parlamentare di opposizione testimonia ulteriormente le divergenze profonde all’interno della maggioranza. Tuttavia, al di là del passaggio su Bertolaso, il testo definitivo è stato condiviso soprattutto là dove parla delle prospettive post emergenziali. La proposta, di Barbieri, è quella di prevedere, al termine del commissariamento e solo per dodici mesi ( cioè dal 1 gennaio al 31 dicembre del 2008) una fase di accompagnamento degli enti territoriali. Si ipotizza la sottoscrizione di un accordo di programma tra Stato, Regioni, Province e Comuni che metterebbe questi nelle condizioni di non trovarsi all’improvviso a dover gestire in totale autonomia il pianeta rifiuti, ma di essere supportati comunque dallo Stato. Una sorta di « scivolo » che porterebbe i soggetti locali all’approdo della piena titolarità delle responsabilità. Una scelta, questa, definita da alcuni praticamente inevitabile anche per dimostrare che lo Stato « non scappa » .
Intanto il presidente di An Gianfranco Fini, intervenendo a un comizio a Battipaglia ha criticato aspramente Bassolino sui rifiuti. « Come possono i campani pagare la tassa sui rifiuti in queste condizioni? » . Fini ha anche lodato il sindaco di Montecorvino Pugliano, Domenico Di Giorgio, per la responsabilità dimostrata durante la protesta contro la discarica. Rosanna Lampugnani Grave accusa nella relazione: « La struttura è inadeguata rispetto agli obiettivi » La difesa di Valerio Zanone: « È l’unico baluardo al degrado »