Ravello, i paradossi della Casa Campania a New York

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Successi e paradossi: ecco la Casa Campania con sede a New York
di Rocco Caporale*



Angelo Aversa, di Pozzuoli, xilografo di fama mondiale, alle esposizioni ci aveva fatto una certa abitudine, con i suoi notevoli successi a Parigi, Nizza, Boston, Ravello e, ovviamente, New York alcuni anni fa. Ma non avrebbe mai potuto anticipare il trionfo della mostra “Angelo Aversa Woodcuts” presso la Casa Campania di New York la settimana scorsa. Quando, tre anni fa, Angelo chiese alla Regione di finanziare l’allestimento di una mostra presso Casa Campania, subito capì che la cosa non avrebbe avuto riscontro perché, come dice lui, “non avevo nessuna familiarità con gli inquilini di via S.Lucia”. Le cose cambiarono quando alla Casa approdò il consulente James Kerr, un artista locale che conosceva e apprezzava i lavori di Angelo. Kerr riuscì a ottenere l’ospitalità per sei giorni contati tra il 23 e il 31 maggio, dalle 10 a.m. alle 5 p.m., e con la precisa stipula che Casa Campania, che finora ha finanziato una dozzina di Mostre, non gli avrebbe dato alcun contributo. Angelo ha dovuto addossarsi tutte le spese dell’allestimento e del ricevimento, inclusi i 25 dollari all’ora per lo “straordinario” dell’addetta rappresentante della Regione Campania
Mercoledì 23 maggio, al ricevimento di apertura ufficiale, accade l’inaudito: una massa di personalità si affolla nei locali angusti del quinto piano (il quarto piano, usualmente messo a disposizione, era misteriosamente chiuso al pubblico in questa occasione). Oltre trecento rappresentanti dell’arte, della moda, dei media e del mondo degli affari newyorkese si sono avvicendati tutta la serata, e altrettanti nei giorni seguenti, per visitare la mostra. E che esponenti!
Vanessa Getty, la modella e star di Vogue, “socialite” e filantropa della famosa famiglia Getty, in rappresentanza del Getty Museum di Los Angeles, California; Glenda Bailey, Editor-in-Chief di Harper’s Bazaar; Joan Carter, associate publisher di Time Magazine; Celeste Harwell, associate publisher di Time Magazine Style & Design; Jeff Garigliano, direttore esecutivo di Departures Magazine; Rob Scalea, chief strategy officer della società di pubblicità J. Walter Thompson; Ken Moody, il modello preferito di Robert Mapplethorpe; Michael Tracy, direttore di L’Oreal; Kirsten Massarsky del New York City Opera; Chris Wieliczko di Sachs Fifth Avenue Design; Maggie Norris, fondatore e direttore di Maggie Norris Couture; Trish Carroll, fondatore e direttore di Miss Trish Shoes e designer delle scarpe Michael Kors; Leslie Stevens, fondatore e partner di LaForce Stevens, importantissima ditta internationale di pubbliche relazioni; Frank Zambelli, presidente e direttore della Leiber, marca americana leader di oggetti di lusso; famosi fotografi come Todd Eberle e Mitch Feinberg; il celebre direttore Peter Bacanovic… E poi numerosi altri giornalisti, artisti, fotografi, personalità della moda, dei media, della finanza newyorkese. Lorraine Bracco, Emmy Nominee e famosa attrice (“The Sopranos”) ha messo a disposizione della mostra abbondanti quantità del suo squisito “Bracco Wine” e lo stesso hanno fatto Tosti Sparkling (bottiglie di Pinot Grigio) e Fernet Branca (aperitivo).
Cospicuamente assenti: tutti i soliti “amici” della Casa, dal consultore regionale ai rappresentanti delle associazioni e della Federazione dei campani, dei Comites e della comunità campana.
Nei suoi quattro anni di attività, mai prima Casa Campania aveva visto tanta folla e tante personalità qualificate, rappresentative della leadership di New York. E il tutto in genuina autarchia economica, ma con un immenso valore aggiunto per la Regione Campania e per la comunità italo-americana in termini di immagine e di prestigio.
Sia il personale di Casa Campania che gli impiegati di Kiton, il negozio che ospita Casa Campania, hanno riconosciuto che quella di Angelo è stata la mostra di maggior successo da quando la Casa è stata inaugurata, nonostante che la Casa non avesse fatto alcuna pubblicità e che nessun annuncio sia apparso sul sito web della Regione. Ciò nonostante, all’ora di chiusura del palazzo di Ciro Paone il portiere dell’edificio fremeva perché era venuta l’ora di chiudere il negozio! E gli ospiti venivano licenziati, anche se con buone maniere.
Paradosso finale: Angelo ha avuto la gioia di vendere buona parte delle sue xilografie, cosa mai avvenuta prima, e coprire parte delle spese sostenute. “Ab uno disce omnes…”: l’avvenimento dovrebbe far riflettere i responsabili regionali su quale potrebbe essere la formula vincente per redimere questa istituzione, che e’ costata tanto e reso così poco, e fare di Casa Campania una vera vetrina della Regione e un vero investimento produttivo.

*St. John’s University, New York
Il Denaro