Costiera Amalfitana , Maiori la Madonna dell´Avvocata

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Costiera, un paesaggio culturale da salvaguardare
Scritto da Maria Rosaria Sannino

ProcessioneL’Unesco nel 1997 dichiarò la Costiera amalfitana patrimonio dell’umanità, che avrebbe dovuto aprire la strada, non solo a una maggiore tutela ambientale, ma anche a nuovi ambiti di ricerca nel campo culturale e delle tradizioni che sopravvivono rispetto ai tempi. Ma cosa è stato fatto da allora? Se non fosse per pochi studiosi – in primis il Centro di storia e cultura amalfitana – tutto sarebbe cancellato dall’oblìo. Ma a dispetto di una mancanza di “sensibilità” verso questo settore da parte della classe politica, e di una globalizzazione schiacciante, ci sono antiche tradizioni che resistono alle mode, e che anzi, raccolgono intorno a sé, sempre più convinti assertori. Basta recarsi il lunedì della Pentecoste sul Monte Falesio (1.114 mt) e rendersi conto di come l’uomo ha bisogno di ritrovare nella propria terra anche le proprie radici culturali.
BalliIl santuario della Madonna dell’Avvocata, costruito su di una grotta nel 1503, diventa così meta di pellegrinaggio, al pari di altre mete religiose. E se si pensa che per raggiungerlo occorrono ben tre ore di faticosa salita al monte – tra angoli che sono resistiti alla trasformazione del paesaggio e vista mozzafiato – tutto diventa misteriosamente speciale e rilevante. Tanti antropologi hanno studiato così questo “fenomeno”, definendolo “di conoscenza e consapevolezza del territorio”. E così si paragona questo pellegrinaggio – molto amato anche dai turisti – come un ricalcare in qualche modo “il percorso delle acque, riproducendosi in un percorso, di tipo rituale – afferma l’antropologo Paolo Apolito – che è appropriazione del paesaggio, acquisizione di conoscenza delle relazioni tra l’uomo e le sue attività di trasformazione della natura, riconoscibilità del singolo individuo nella creazione collettiva, partecipazione alla gestione”. E così si assistono a scene indimenticabili: tutto ruota intorno alla danza popolare, al suono di tammorre e nacchere. Una sorta di “esaltazione collettiva”. E l’immagine della Madonna dell’Avvocata, trasportata a spalle da uomini che cantano a squarciagola, fa da scenario per i religiosi. Che assistono ai lanci di petali di rose – più di cento sacchi – sparsi lungo il tragitto. Un percorso breve, ma intenso che può richiedere anche due ore: arriva fino alla grotta dove si racconta sia avvenuto il miracolo dell’apparizione. E canti, preghiere, danze, si rincorrono durante tutto il giorno. Questo pellegrinaggio è senz’altro la più sentita e viva manifestazione del patrimonio intangibile della Costiera amalfitana. Che andrebbe salvaguardato e tutelato, al pari di un paesaggio.


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