Festa rinviata per Napoli e Genoa

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Sono state le sconfitte della Juventus e del Genoa a caratterizzare la 41^ giornata di serie B. Il Napoli ha vinto ma è stato costretto, dai risultati delle altre squadre, a rimandare i festeggiamenti per la promozione. Il Genoa invece ha perso con il Mantova al 95′ e, per evitare la lotteria dei playoff, dovrà vincere la prossima gara proprio contro i partenopei.

I giochi per la promozione coinvolgono inoltre Piacenza (2-1 a Vicenza) e Brescia (1-3 a Pescara) vittoriose ed a -10 dai rossoblu. Altri risultati: Arezzo-Modena 0-0, Bari-Juventus 1-0, Bologna-Crotone 2-1, Cesena-Verona 0-1, Frosinone-Albinoleffe 2-0, Spezia-Treviso 1-2, Triestina-Rimini 1-1.

Il Napoli lascia lo spumante in frigo – Il gol del piacentino Simon contro il Vicenza toglie al Napoli la possibilità di stappare lo spumante per la massima serie ritrovata. Tutto rimandato insomma e gli uomini di Reia dovranno ora andare a vincere a Marassi per scongiurare i play-off. Tutto era pronto per accogliere, dopo sei anni, il ritorno in serie A. Il Napoli aveva battuto il Lecce con un gol di Calaiò con Rimini e Piacenza costrette al pareggio. Poi il gol di Simon è arrivato come una doccia fredda. Pochi minuti dopo il 90′, Tarana a Mantova ha regalato ai partenopei la possibilità di un doppio risultato da raggiungere domenica a Genova, dove basterà anche il pari. La promozione in serie A ha un significato particolare per la città di Napoli che nel calcio ha sempre trovato momenti di riscatto sociale. “Napoli è pronta a reagire e stringersi intorno al progetto che simbolicamente denunci la riscattabilità di un gioco non voluto dalla città. Le feste – ha detto il presidente napoletano Attilio De Laurentis – le inizieremo quando saremo in A e ci prenderemo il gusto di affrontare qualche squadra straniera. C’è partecipazione anche da parte di chi non si interessa di pallone”.

Tarana incubo del Genoa – Si chiama invece Tarana l’incubo che ha rovinato drammaticamente i sogni del Genoa. A Mantova, con i rossoblù già delusi dal vantaggio del Piacenza, si è assistito a una partita stregata. I genoani hanno infatti dominato la gara senza concedere praticamente nulla ai padroni di casa ma i giocatori di Gasperini hanno pagato a carissimo prezzo la sola disattenzione della loro gara, subendo un gol più che evitabile dopo aver fallito diverse occasioni per passare in vantaggio. Ora per evitare l’insidioso appuntamento con i playoff resta ai liguri una sola possibilità: vincere col Napoli. E non sarà una cosa semplice.
La delusione per l’andamento della partita è palpabile nelle parole di Marco Di Vaio. “Cosa ci è mancato? Non eravamo stanchi, abbiamo spinto come forsennati, forse dovevamo essere più bravi sottoporta. Col Napoli – afferma l’attaccante rossoblu – dipenderà da noi, dobbiamo fare una grande impresa domenica. E’ come una finale. Conta anche la fortuna, un pizzico di spregiudicatezza, qualcosa che viene da dentro. Speriamo di avere tutto questo”.

Clicca per ingrandire Tutto in novanta minuti. Ancora una volta la storia del Genoa corre su un’unica strada perché il percorso è obbligato.
La sconfitta rocambolesca, beffarda, assurda di Mantova ha gettato nel pessimismo i tifosi rossoblù e soprattutto la squadra, ma per Gasperini c’è una settimana di tempo per ricaricare le pile.
I pianti di Criscito, Di Vaio e compagni hanno già lasciato spazio alla fiducia grazie anche ad una telefonata del presidente Enrico Preziosi ai giocatori di ritorno da Mantova che ha spronato tutti a non mollare proprio adesso.
E a questo appello ha fatto seguito quello del vicepresidente Pastorello: «Niente vittimismo, si riparte. Anche se ho capito cosa vuol dire essere genoani. Sappiamo quello che ci aspetta e faremo di tutto per battere il Napoli anche se per la verità tutte e due le squadre meriterebbero di salire in serie A».
I conti per evitare i play-off si faranno domenica al «Ferraris» col Napoli e per i rossoblù c’è solo un risultato a disposizione: la vittoria. Inutile, comunque, aspettare il risultato di Piacenza-Triestina perché è impossibile fare calcoli. Così come sarà vietato ai deboli di cuore andare sulle gradinate di Marassi.
Il Genoa nel suo stadio ha sempre fatto la differenza e c’è un precedente a cui è piacevole ricorrere. Riguarda sedici anni fa e la partita in questione era con la Juventus che venne battuta grazie ai gol di Branco e Skuhravy davanti ad un pubblico trascinante che raramente si è più visto. In quel giorno alla formazione di Bagnoli poteva bastare anche un punto per andare in Uefa al posto dei bianconeri, ma la carica dell’ambiente fu straordinario e chi quel pomeriggio l’ha vissuto lo può testimoniare.
Bandiere, calore, tifo senza pause che trascinarono Signorini e tutti gli altri ad una vittoria storica oltre ai meriti di una compagine ancora adesso unica. Col Napoli c’è il gemellaggio che non è in discussione (ieri il presidente del club azzurro De Laurentiis ha detto che anche il Genoa merita di andare in A), ma quando i pullman delle squadre saranno nel ventre di Marassi e si chiuderanno le porte, il fattore campo dovrà sentirsi. Nel ’91 Gasperini giocava ancora, Leon era un ragazzino e Coppola forse non sapeva neppure salire sul triciclo. Ma queste immagini, quella impresa possono aiutare la squadra di oggi a capire cosa è e sarà di nuovo il Ferraris e che cosa c’è in palio: ovvero qualcosa che è persino una ragione di vita per esorcizzare l’ennesima mortificazione patita a Mantova ingiustamente. Ed infatti la caccia al biglietto, ce ne sono a disposizione meno di tredicimila, ai napoletani ne andranno 2.067, è spasmodica.