SE ROMANO PIANGE, SILVIO NON RIDA

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SE ROMANO PIANGE, SILVIO NON RIDA


Al termine delle consultazioni e’ nato qualcosa di nuovo o abbiamo assistito ad un film gia’ visto?


Precisamente il film del 1994 o del 1998, quando il crollo del primo Silvio berlusconi accoltellato in casa dalle lega e dai centristi alla Rocco Buttiglione porto’ al tecnico moderato Lamberto Dini o, quando, il primo governo di Romano Prodi, anch’esso pugnalato internamente dai desistenti-resistenti bertinottiani,porto’a Palazzo Chigi il postcomunista Massimo D’Alema ,allora capo degli anti-ulivisti? E’ presto per dirlo e il capo dello stato, Giorgio Napolitano,non ha potuto fare miracoli.Ma un dato e’ certo:ha fatto sapere che per il futuro pretendera’ dai partiti impegni concreti e atteggiamenti seri.Ponderera’,quindi bene le sue scelte per non ritrovarsi, tra qualche mese, a dover ricominciare.Immobilizzato dall’anatra zoppa.


Il Prodi bis, come e’ noto e’ vincolato a un programma di ferro( i dodici punti),per legare moderati e radicali: obiettivo quasi utopistico,data la non maggioranza al Senato e l’impossibilita’ di trovare una vera sintesi tra le tante differenze in seno alla coalizione(sulle politiche sociali,economiche,sulla famiglia, la politica estera,etc.)A meno che Marco Follini,gli autonomisti siciliani ,qualche senatore non continuino nella marcia di avvicinamento.Ma cio’ esasperebbe ulteriormente le fibrillazioni intestine. Se un governo di unita’ nazionale(tipo grosse koalition alla Merkel),con dentro ogni forza politica, estreme comprese, data totale assenza di valori condivisi,e’pressoche’antistorico,un governo tecnico,invece,sempre per il futuro potrebbe essere una soluzione praticabile.


Un esecutivo a termine,minimale per realizzare la riforma elettorale,prima del nuovo voto.


Sarebbe pero” un problema se tale governo di transizione durasse a lungo e diventasse permanente( guidato da Franco Marini o da Padoa Schioppa), col pretesto di realizzare pure la riforma dello stato,o affrontare l’emergenza economica,le missioni dell’estero,avviare le grandi opere,etc.Avvalendosi magari,dei centristi neo-post dc.Significherebbe,cioe’la rinascita dello scudo crociato,attraverso la via istituzionale e grazie ai poteri forti.


Ultime annotazioni: ascoltando i pareri degli italiani su radio radicale l’impressione che si ha e’ desolante continua il referendum pro o contro Berlusconi(gli abbiamo fatto un favore ora ritornera’ lui) L’auspicio e’ che la classe politica esca una volta per tutte, dallo schema da stadio per tifoserie immature filo o anti Cavaliere.


PER POSITANO NEWS


MICHELE DE LUCIA

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