Positano, Zeffirelli, nuovo sequestro alla villa. Il regista: « Una barzelletta »

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POSITANO — Il complesso edilizio tre ville di Zeffirelli a Positano ( una completa, le altre due ancora allo stato rustico) sono di nuovo nel mirino della Procura di Salerno. Questa volta il sequestro non è avvenuto per un abuso edilizio, ma per un’inchiesta che riguarda la truffa e il falso ideologico in seguito ad un acquisto dal demanio marittimo, l’unico avvenuto in Costiera amalfitana, dall’Agenzia del Demanio.
Un acquisto illegittimo e ingiustificato, fatto a prezzi stracciati e per uno spazio superiore a quello dichiarato, secondo il sostituto procuratore Penna che conduce le indagini. In base a queste accuse la sezione operativa della Guarda di Finanza di Salerno ha sequestrato 4.315 metri quadrati di area demaniale di pertinenza degli immobili di proprietà della società Ipa srl, ma in uso da decenni dal famoso regista.
Dodici indagati per truffa, abuso d’ufficio e falso ideologico. Denunciate all’autorità giudiziaria otto persone che dovranno rispondere in concorso tra loro dei reati. Sono: l’amministratore unico della Ipa Srl; i due soci della socie tà; figli adottivi di Franco Zeffirelli; lo stesso Zeffirelli quale conduttore degli immobili; il direttore centrale dell’Agenzia del Demanio di Roma; il procuratore della società proprietaria; un avvocato in servizio all’avvocatura distrettuale di Salerno; il direttore pro tempore dell’Agenzia del Demanio di Salerno.
L’inchiesta è nata in seguito all’annullamento da parte del Tar, il 15 giugno 2006, AMAREGGIATO Franco Zeffirelli è indagato insieme ad altre undici persone per l’acquisto dell’area costiera dove sorge la sua dimora del l’acquisto dell’aria demaniale delle ville per 96.000 euro perché non vi riscontrò quello che doveva essere un « pubblico interesse » .
Costruite su un piccolo nucleo, le dimore detta « Tre ville » è diventata con il tempo un enorme complesso che si è esteso fino al mare, nonostante esistano alcuni vincoli di inedificabilità. La società Ipa ha il diritto reale per uso proprio e l’esercizio di attività culturale del luogo. La Mia Investissement, con sede in Svizzera, ha invece rilevato la nuda proprietà al prezzo dichiarato nel 1990 di 500 milioni di vecchie lire. Il complesso, invece, varrebbe circa 14 milioni di euro. Così, tra varie vicissitudini, attività di indagine della Procura di Salerno, si arriva poi alla vertenza tra l’Ipa ed il ministero delle Finanze per la scogliera costruita ed occupaga abusivamente, alla fine si decide per la transazione. Si legge in un documento dell’Agenzia del demanio: « La Ipa proponeva di transigere offrendo il pagamento di euro 96.134,94 a saldo, stralcio e transazione di ogni pretesa avanzata dal ministero Economia e Fnianze » .
Con la stessa cifra che lo Stato doveva incassare per l’occupazione del suolo pubblico, un intero tratto di costiera amalfitana sarebbe passa da patrimonio pubblico ad un privato.
« È uno scherzo e una barzelletta, è talmente ridicolo che neanche voglio parlare — commenta amareggiato Franco Zeffirelli, nella sua casa di Roma — . È tutta colpa di un privato che vuole farsi la discesa a mare, tutto questo è talmente ridicolo, ma è la Positano di oggi. Io non sono neanche il proprietario di quella dimora, la proprietà è di una società. Le ville non c’entrano nulla, sono a posto e io non sono mai stato condannato da nessun tribunale. Le ville di Positano sono una bellezza straordinaria, io ho portato dei miglioramenti che ne hanno fatto una bellezza unica, mi augurerei che si facesse » . Michele Cinque