Matrimoni, Sorrento per gli inglesi, Ravello e Positano per gli americani

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I sudditi della regina dicono sì



Nel 2006 ben 1.449 coppie britanniche hanno scelto la penisola un affare per il Comune 600 euro l’ incremento la spesa

DONATELLA BERNABO SILORATA


donatella bernabò silorata è Sorrento la città più sognata dalle spose inglesi: la wedding destination più ambita e romantica. Quest’ anno dalla Gran Bretagna sono arrivati in penisola sorrentina quasi 1.500 sposini di sua Maestà la Regina. I dati vengono dal consolato britannico di Napoli, tappa obbligata per i cittadini inglesi che vogliono sposare dalle nostre parti: è nell’ ufficio di via Dei Mille che viene infatti dato il nulla osta al matrimonio. Tutti pazzi per le nozze in penisola, dunque. Ma il dato strabiliante è l’ aumento esponenziale del fenomeno: dal 2001 ad oggi gli uffici del consolato hanno registrato un incremento del 189 per cento. Per essere ancora più precisi nel 2001 i nulla osta rilasciati sono stati 501; il 2006 si è chiuso con ben 1.449 pratiche. Quasi quattro matrimoni al giorno. Un bel business per la città di Sorrento e per il Comune che ha dovuto destinare un impiegato solo per sbrigare le pratiche necessarie e che incassa centinaia di migliaia di euro all’ anno solo con la “administrative fee” ovvero la tassa comunale che gli sposini devono versare alle casse comunali per il rito civile. La cifra oscilla dai 350 ai 600 euro se il matrimonio si svolge fuori dagli orari di ufficio. Ed è solo l’ inizio, perché dopo vengono sala, banchetto, fiori, musica e chi più ne ha più ne metta. Gran bel affare. Tanto che molte agenzie di viaggio si sono date all’ organizzazione di matrimoni e molte ville private si sono trasformate per ospitare party e banchetti nuziali. Una tra tante Palazzo Marziale, nel cuore della vecchia Sorrento, a due passi dal trecentesco chiostro di San Francesco, tra i siti più gettonati dagli sposini d’ Oltremanica. Paola Savarese, la padrona di casa, si è specializzata ed è oggi una delle più brave wedding planner sorrentine: la sua unica pubblicità è il tam tam ed un sito web in lingua inglese. Dall’ altra parte della costa, in quel di Amalfi e Ravello, impazzano i matrimoni a stelle e strisce. Tutta colpa di un film melenso, “Only you”, girato a Positano nel 1996, che ha fatto innamorare milioni di americani dei piccoli borghi della divina costiera. Positano è la wedding destination più richiesta ed anche la più cara: la tassa comunale qui va da 400 a 1500 euro se ci sposa di sabato. Più economica Ravello (la tassa non supera i 350 euro), preferita soprattutto dalle coppie della East coast, più sofisticate e bon ton. Qui la location più ambita è la magica Villa Cimbrone, ma anche lo storico Hotel Palumbo e Palazzo Sasso hanno fatto fortuna coi matrimoni. «Dal 2000 il numero dei matrimoni è aumentato di molto e non conosce crisi», confermano Marianna e Laura della agenzia “La Calla” di Atrani specializzata nell’ organizzazione di cerimonie per stranieri. Dal 1998 hanno organizzato centinaia di matrimoni e non solo di americani: nel loro album fotografico ci sono sposini in kilt, coppie canadesi, giapponesi e russi. «C’ è chi sceglie l’ autentica fuga d’ amore a due e chi invece organizza la cerimonia con amici e parenti al completo», spiegano. E la spesa? «La spesa minima è di 2000 euro viaggi esclusi, ma c’ è chi arriva a spendere molto di più». Tutto per portarsi a casa un sogno e una foto sulla scalinata del Duomo di Amalfi o col panorama de Li Galli. Da qui il fiorire di siti e portali web, agenzie e pr, più o meno ufficiali, che vendono on line pacchetti completi: dalle pratiche burocratiche all’ addobbo floreale, alla luna di miele. La guerra è a colpi di offerte e servizi speciali come la limousine, l’ elicottero, la barca al tramonto o il matrimonio a dorso di mulo. E di slogan emozionanti che recitano: “Celebrate your wedding day in paradise!”