Sorrento, il magistrato: sulle morti omertà

0

Parla Diego Marmo, il procuratore di Torre Annunziata che indaga sul crollo della gru
Il magistrato: ‘Sulle morti di Sorrento omertà come in un delitto di camorra’



quirinale è una situazione allarmante, gli appelli di Napolitano sono stati ignorati interrogatori Abbiamo sentito più di venti persone, anche vigili e consiglieri comunali: ma nessuno ha visto niente l’ intervista

DARIO DEL PORTO


br>dario del porto torre Annunziata – «A parole sembrano tutti indignati. Però quando viene loro chiesto se abbiano visto qualcosa, fanno scena muta. Non solo i passanti, anche i vigili urbani e i consiglieri comunali. Così, 9 giorni dopo il tragico incidente del primo maggio, quando due donne sono morte schiacciate da una gru nel centro di Sorrento, anche un magistrato esperto come il procuratore di Torre Annunziata, Diego Marmo, allarga le braccia e accusa: «C’ è un clima di omertà che rende l’ indagine più difficile di un’ inchiesta di camorra». Addirittura, presidente Marmo? «Sì, perché quando ci si occupa di criminalità organizzata almeno c’ è la possibilità di trovare un pentito, un collaboratore di giustizia. Qui invece, nonostante la gravità dell’ episodio e la drammatica morte di due persone inermi, non abbiamo avuto fino a oggi neanche un padre di famiglia che abbia sentito il dovere di contribuire al nostro lavoro. Di solito non parlo delle indagini in corso. Faccio un’ eccezione proprio perché spero che, prima o poi, i cittadini si decidano a collaborare. Chi vuole, può rivolgersi direttamente alla Procura o agli uffici della polizia». Quante persone sono state sentite? «Più di venti. Siamo partiti dalla polizia municipale e dai consiglieri comunali. Nessuno, dico nessuno, ci ha saputo fornire particolari sull’ attività svolta dalla ditta impegnata in quei lavori (stavano installando luminarie per una festa n.d.r.) non nell’ arco di un solo pomeriggio ma per più giorni giorni durante i quali, faccio solo un esempio, i mezzi hanno potuto tranquillamente parcheggiare in una zona di sosta vietata. Francamente mi sembra un po’ troppo. Anche perché, quando si siedono davanti a noi, tutti esprimono sdegno per le due vittime. Poi però non avvertono il dovere civile di raccontare ciò che accadeva sotto gli occhi di tutti. Nonostante, mi dispiace doverlo ricordare, i ripetuti appelli del Capo dello Stato sulla necessità di fermare le morti sul lavoro». Eppure non stiamo parlando di un delitto riconducibile all’ attività della criminalità organizzata. «Appunto, ecco perché la cosa mi sembra allarmante». Nell’ indagine restano molti punti ancora da chiarire? «Sì: non sappiamo quante persone ci fossero sul cestello della gru e soprattutto come sia stato possibile che la strada non sia stata transennata neanche negli orari a ridosso della celebrazione della messa nella chiesa della piazza: perché una cosa è certa, il cestello poteva anche cadere ma se nell’ area fosse stata proibita la circolazione pedonale, le due donne non sarebbero morte». Che proporzioni assume l’ emergenza legata alle morti bianche nel circondario della Procura di Torre Annunziata? «Enormi, basta guardare i numeri: in un anno ci sono stati otto morti e un caso di lesioni gravi». Lei sta seguendo di persona quest’ inchiesta insieme ai due pm Sergio Raimondi e Paolo Calabria. Le risorse sono sufficienti a fronteggiare tutti i problemi del territorio? «Purtroppo no. La Procura conta 13 sostituti ma da più di un anno è scoperto l’ incarico di procuratore aggiunto. E la polizia giudiziaria, che pure lavora con grande dispendio di energie, non riesce a far fronte a tutti i problemi. Come se non bastasse, l’ ufficio è dislocato in quattro locali diversi, ai quali forse se ne aggiungerà un quinto tra non molto». Quali sono le principali emergenze? «Ripeto spesso, con una battuta, che qui non ci facciamo mancare niente. Da una parte c’ è la camorra, di cui si occupa per legge la Direzione distrettuale di Napoli ma quasi sempre con l’ ausilio della polizia giudiziaria del nostro territorio. Ma dall’ altra abbiamo una criminalità comune estremamente diffusa e un abusivismo edilizio che deturpa alcuni fra i paesaggi più belli del mondo. Non a caso abbiamo già emesso un centinaio di intimazioni a demolire». Il piano del Viminale prevede comunque l’ apertura di un reparto dei carabinieri proprio a Torre Annunziata. «Sarebbe un passo necessario, speriamo solo che entri presto in funzione».

Repubblica