Napoli. Achille Quadrini al "Bianchi"

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Mostra “Ambienti”


con opere recenti di Achille Quadrini


al “Bianchi”


 


 


Venerdì 18 maggio 2007, alle ore 17, nell’ambito delle manifestazioni del IV Centenario dei PP. Barnabiti a Napoli (1607-2007) sarà inaugurata la mostra “Ambienti” con opere recenti dell’artista Achille Quadrini all’Istituto “Bianchi” (Piazza Montesanto, 25, Napoli; tel. 081.549.64.94-5). Sino a domenica 3 giugno 2007, tutti i giorni, anche la domenica, dalle 9 alle 13. 


Nello stesso giorno all’Auditorium dell’Istituto “Bianchi” sarà presentato dal Padre Andrea Bonini “IL BIANCHI I Barnabiti educatori a Napoli Tradizione e futuro”.


Il sostanzioso libro è stato curato da P. Cosimo Vasti ed al suo interno si possono leggere i momenti fervidi di attività e tutti i vari passaggi dal fondatore del Bianchi, Luigi Aguilar, sino ad Abi Nader Mosè, Giangiuseppe Mirizzi, Vincenzo Cilento, tra i più rappresentativi sacerdoti che hanno caratterizzato l’istituzione. 


Poi, sarà inaugurata la mostra documentaria e di disegni degli alunni del “Bianchi”.


L’Istituto Bianchi si riconosce e trova la sua identità nella plurisecolare tradizione culturale ed educativa dei Padri Barnabiti, presenti a Napoli fin dal 1607.





L’artista Achille Quadrini è di nuovo a Napoli, città che ama molto.


Achille Quadrini lavora a Frosinone, viaggia molto in Italia ed in Europa, ora all’Est. Preferisce organizzare delle esposizioni anche fuori dai confini nazionali per meglio farsi conoscere. L’artista cerca di confermare e configurare muta sostanza alle attese e coglie, nelle sue diversificate pitture, certezze acute di soglie e di limiti. Nelle dinamiche di pensieri riflessi propone orientamenti e fa di tutto perché ci sia un varco, un respiro, un’apertura, insomma una possibilità di andare oltre. Il suo carattere ed il suo intendimento indugiano, con severa e tesa discrezione, sull’esterno del mondo e mantengono un sincero e pudico contatto con il sentiero del limite; l’artista non ravvede soglie di preclusione. Un sentimento di riappropriazione lo spinge a riempire e colmare la tela bianca ed, allora, “legge” i moti e i movimenti della società all’angolo della strada e le aritmie determinate dagli eventi mondiali. Il nostro quotidiano che precisa il nostro vivere, con sussulti brevi e/o lunghi, può essere controllato, condensato ed esaminato grazie ad una profonda presa di coscienza, corroborata anche dalla disamina di ciò che si sedimenta. Il “focus” dell’azione pittorica di Achille Quadrini prende spunto da vene intimistiche e cala, poi, il suo interesse sulle odierne umane vicende tangendo una chiave più vicina all’astrazione. Le sue attuali pitture si presentano ancor più interessanti e compatte ed il senso della realtà domina gli scenari e, difatti, ecco nuovi inaspettati scorci: paesaggi mitteleuropei, su cui incombono centrali nucleari che minacciano prove atomiche, vengono considerati dall’artista, rimasto impressionato in un recente viaggio nell’Est. Non dimentica, però, paesaggi di forte sapore mediterraneo, sagaci e spericolate visioni d’insieme, scenografie pulite da assillanti e da assillate metropoli, macchie di scenari verdi e di netti azzurri guadagnano lo spazio della tela. La mano di Quadrini conquista tessiture ed orditi di panorami reali, ma anche immaginati, e visioni si sospendono, tra sogno ed emozione, e s’elevano cromatismi mediterranei segnati e contrappuntati da minime figurazioni, intervallati da intersecate luci e dettagliati da ombre.


I suoi ultimissimi lavori dettagliano su precarietà e contrasti, su problematiche odierne ed epocali.


 


Maurizio Vitiello