Azione Giovani Costa d´Amalfi:una realtà viva e attiva sul territorio costiero

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Un po’ di polvere si è sollevata intorno all’iniziativa di Domenica 29 Aprile in piazza dei Mulini: il gazebo che dalle 11.00 alle 18.00 ha visto protagonisti i ragazzi di Azione Giovani (il movimento giovanile di Alleanza Nazionale) in una raccolta firme contro i Di.Co.


Un folto manipolo di giovani era lì presente, allo slogan di “Dico No” appunto, per opporsi ai disegni del governo in materia di convivenze civili, e ad attirare l’attenzione di positanesi e turisti, i quali hanno risposto con oltre 200 firme.


Perché quest’iniziativa? Cosa intende esprimere? Lo si chiede a Matteo Cobalto, responsabile del Coordinamento Azione Giovani Costa d’Amalfi.


Innanzitutto, cos’è Azione Giovani?


Un movimento giovanile ormai radicato sul territorio, sempre più presente da Cetara a Positano con le sue iniziative e le numerose adesioni, un gruppo che intende costruire concretamente qualcosa di utile per la comunità e per i giovani, investendo sull’aggregazione, diffondendo i propri ideali…


Quali sono i vostri ideali?


Noi crediamo in dei valori che stanno scomparendo, che tra i giovani non trovano spazio, inghiottiti dall’indifferenza, l’apatia, i vari modelli offerti dalla società…non è retorica dire che per noi è un dovere, quasi una missione, offrire un’alternativa a chi non ha punti di riferimento se non nel “Grande Fratello”…  


Cosa fate per diffonderli?


Negli ultimi due anni, attraverso una sede operativa aperta a Minori, abbiamo realizzato convegni, cineforum, incontri e dibattiti, ma non solo…siamo entrati negli associazionismi, nelle rappresentanze studentesche, organizzando tornei di calcetto o feste (l’ultima a cui abbiamo dato una mano è stata la Giornata dell’arte e la creatività studentesca svoltasi ad Aprile nella stessa Minori) perché per noi politica è servizio e sacrificio per tutto ciò che può giovare ad una terra e i suoi abitanti, e ciò che va fatto per la gente si fa tra la gente. Ci siamo battuti per questioni locali ma anche per tematiche a più ampio respiro, come ad esempio la campagna di raccolta firme contro i dico che ci ha già visti impegnati a Maiori, Cetara, e Positano, che nei prossimi giorni ci vedrà ad Amalfi, Minori, Ravello, Tramonti e Vietri sul Mare.


Qual’è lo scopo di questa campagna “Dico No”


Aldilà del risultato in sé legato al numero delle firme raccolte, che comunque fin ad ora già ne conta circa 600, a noi interessa sensibilizzare giovani ed adulti sul tema della famiglia. Noi crediamo in una famiglia quale nucleo fondante e indissolubile della società, e non accettiamo altro concetto legato alla stessa che non sia quello tradizionale.


La famiglia come valore e come pratica sono già purtroppo agonizzanti, darle colpi di grazia come la legge sui Dico significa precluderle un futuro già troppo instabile e minacciato da un fondamentalismo laico e da predicatori di una “trasgressione” superficiale, dal retrogusto di una moda kitsch e di sistema


Come rispondi a chi ti accusa di essere chiuso o discriminare chi intende convivere civilmente, in particolare per gli omosessuali?


Che non discrimino ma difendo la famiglia da un certo tipo di arroganza, come quella di chi oggi vuole mettere sullo steso piano le unioni tra etero ed omosessuali, e domani pretenderà che un bambino cresca con due mamme o due papà…La libertà individuale non si tocca e ognuno può scegliere l’identità sessuale che crede, ma non si permetta di imporsi sulla società confondendo ulteriormente un’etica comune oramai alla deriva totale.


Quindi più che un problema legale, questa battaglia ha un sapore etico…


Certo, e non perchè l’ho sentito dire da qualche sacerdote…è un problema profondo che investe la cultura e la vita intera di uno stato. Intanto occorre superare la demagogia e i perbenismi che limitano la possibilità stessa di esprimersi…per me non è uno scandalo affermare che attualmente l’Italia ha più bisogno di figli che di Vladimir Luxuria.

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