Atena Lucana, il paese senza rifiuti

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Atena Lucana, il paese senza rifiuti

ATENA LUCANA — « Scusi, signor sindaco, dove si getta il chewing gum? » Si prova un certo imbarazzo anche nel buttare una semplice gomma da masticare quando ci si trova in un paese con una raccolta differenziata record del 96,1%. Una percentuale che ha fatto conquistare a questo paese il premio comune riciclone 2006 della Campania.
Non siamo né in un paesino della verde Umbria né in una cittadina della severa Svizzera. Siamo ad Atena Lucana, nel Vallo di Diano, dove dal 2002 la cittadinanza ha capito che fare la raccolta differenziata è un modo per rispettare l’ambiente e per risparmiare sulle tasse. Ne è convinto prima di tutto il giovane sindaco Sergio Annunziata: « I rifiuti sono una ricchezza. La differenziata? È una cosa più facile a fare che a dire » . E così, il primo cittadino con un capillare lavoro di sensibilizzazione della popolazione, con incontri nelle scuole e nell’aula consiliare, con concorsi, giochi manifesti e volantini è riuscito già dal 2003 a svettare nella classifica dei comuni ricicloni d’Italia.
Iniziò nel 2002 quando era ancora assessore all’ambiente. In una notte fece sparire dalle strade tutti i cassonetti. Nei primi 6 mesi Atena Lucana raggiunse una percentuale di differenziata dell’ 89,9%. Da quel momento, nel ritirare riconoscimenti ed attestati, non si è più fermata: dal premio per la migliore raccolta degli imballaggi in plastica a quella del verde e dell’organico. E chi pensa che sia facile differenziare i rifiuti solo perché si tratta di un paese di 2300 abitanti, si sbaglia di grosso. In tutto il territorio comunale, concentrata soprattutto ad Atena Scalo, c’è una realtà di 250 attività commerciali, sei alberghi per un totale di 410 posti letto. Quello che più colpisce, camminando per le strade di Atena Lucana, è non trovare traccia dei cassonetti dei rifiuti. Ci sono solo le campane per il vetro e i contenitori per i farmaci e le pile scadute. Il resto si differenzia a casa. Come? Ogni cittadino, ogni bar, ogni scuola, ha tre sacchetti.
Uno di colore bianco, in materiale biodegradabile, che raccoglie tutto l’umido come avanzi di cibo, scarti di frutta e verdura, fondi di caffè. Viene ritirato tre giorni a settimana. Poi c’è il sacchetto grigio per la carta: raccoglie libri, quaderni, riviste. E infine il sacchetto giallo/ verde del multimateriale per lattine di alluminio, gomma, polistirolo. Per i rifiuti ingombranti c’è il servizio del ritiro domiciliare una volta al mese. Tanti i vantaggi. La Tarsu ha un costo di 0,53 centesimi di euro a metro quadrato. Con la vendita di carta, cartone, alluminio, vetro, acciaio, legno, l’amministrazione comunale ha acquistato un compattatore. « Tutto questo non è merito del sindaco spiega Annunziata ma della cittadinanza » .
La realtà di Atena Lucana viene intanto vista come l’esempio da imitare mentre il sindaco viene invitato a convegni e dibattiti per svelare la ricetta del record della differenziata. Ma lui, ne parla come di una « cosa semplicissima e normalissima » . E aggiunge: « Inutile fare i Parchi se poi i cittadini non hanno il senso civico dell’ambiente. Le istituzioni non devono fare chiacchiere ma creare impianti di compostaggio, selezione, smaltimento.
E infine, bisogna educare la gente a sprecare di meno » . Stefania Marino

IL REPORTAGE
Corriere del Mezzogiorno