Positano – dall´Azerbaijan per riprendersi la tomba di Essad Bay

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Positano. Dall’Azerbaijan per riprendersi la tomba di Essad Bay, lo scrittore più importante della nazione caucasica, anticipatore di temi attualissimi nei suoi romanzi, fra il mondo arabo e occidentale, e consacrato da un libro del giornalista Tom Reiss, diventa oggetto di contesa con la perla della Costiera, che ne ospita le spoglie, con il Governo azerbajano. In questi giorni si sta girando il film su Essad Bay Positano, voluto dalla Germania, altro paese che lo ha ospitato, a cura del regista Ralf Marschalleck per la Unvert film prodution di Berlino. In sua compagnia la dottoressa  Nourida Ateshi, scrittrice e giornalista di Baku, capitale dell’Azerbajastan.


“Essad Bay è il nostro scrittore nazionale e deve tornare nella sua patria – dice Nourida Ateshi -, è questa la volontà dell’Azerbajastan e di tutta la sua gente. E’ il nostro orgoglio nazionale, uno scrittore di caratura mondiale, sono dieci anni che lo sto studiando.”


Nourida Ateshi si è recata in biblioteca comunale dove, grazie alla bibliotecaria Adriana Canosa, ha visionato le carte di archivio che parlano dello “scrittore ebreo” che era pertanto sorvegliato speciale da parte dei fascisti.  A far da traduttrice è la studiosa Rachele Heine Campodonico che conferma. “Rivogliono assolutamente il corpo di Essad Bay, per loro è un eroe nazionale – dice Campodonico -. Nel 1925 ha previsto la caduta del bolscevismo, nel 1934 ha previsto la caduta del nazismo e nel 1939, Allah est gross, che ha scritto a Positano, ha previsto il terrorismo mussulmano e gli scontri con i paesi arabi. Ha avuto un incarico dal Governo Azerbajano di ricostruire la storia di Essad Bay e di riportarne la tomba sulla terra ”


“Non risulta da nessuna parte la volontà di Essad Bay di farsi seppellire a Baku – dice lo storico Romolo Ercolino -, anzi la circostanza che un parente abbia pagato per far spostare la sua tomba verso la Mecca sta a significare che la scelta cadesse su Positano.”


“Il mio grande desiderio è far seppellire Essad Bay a Baku – dice Ateshi -, sto preparando un libro sulla sua vita da dieci anni, lui ha scritto che non voleva esser seppellito in terra straniera. Ho portato della terra da Baku per la sua tomba, ma il nostro governo vuole la tomba.” Essad Bey era figlio di un ebreo ucraino, quando la polizia fascista scopre che un autore letto e apprezzato sia dai gerarchi nazisti sia dal Duce è in realtà un ebreo, l’imbarazzo è notevole, e oscura in qualche modo la vera storia.Il divorzio nel 1935 condurrà brevemente Essad Bey in un ospedale psichiatrico e darà inizio alla fase finale della sua esistenza, illuminata da Alì e Nino ma tormentata negli anni di Positano dalla dolorosissima sindrome di Raynauld, che dà sintomi simili alla lebbra, ma è incurabile, e condurrà lo scrittore alla morte nel 1942. La sua tomba si trova ancora oggi nel cimitero di Positano. E’ l’unica di un mussulmano in un cimitero cristiano con un caratteristico turbante che la sormonta, con una invidiabile vista sul mare in direzione della Mecca e dell’Azerbajastan che lo rivorrebbe.


 


Michele Cinque