In Penisola si prega per i tre rapiti in Niger

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In Penisola si prega per i tre rapiti in Niger

NAPOLI — Il dramma dei tecnici rapiti in Nigeria investe in pieno Sorrento e paesi vicini. Tre dei dipendenti della multinazionale petrolifera « Chevron » sono infatti sorrentini. Per la Penisola sono giorni tristi: un primo maggio davvero tragico a Sorrento per la morte delle due donne in seguito all’incidente durante l’installazione delle luminarie. Mentre tra Piano e Meta vivono ore difficilissime le famiglie dei tre italiani nelle mani dei guerriglieri nigeriani. Ore di angoscia nella speranza di notizie positive dalla Farnesina che li tranquillizzino sulla sorte dei loro cari. I tecnici sorrentini rapiti dal Mend ( il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger) sono: Raffaele Pascariello di 45 anni e Alfonso Franza di 46 anni, sposato e padre di due figli, entrambi residenti a Piano di Sorrento; Mario Celentano di 40 anni, sposato e anche lui con due figli, residente a Meta di Sorrento.
I tre sequestrati lavorano da anni per la compagnia petrolifera statunitense Chevron e sarebbero assegnati alla manutenzione degli impianti. Molto spesso lavorano in Nigeria proprio dove sono collocate le raffinerie della multinazionale. I tre uomini, insieme a un collega italiano, uno americano ed uno croato, sono stati rapiti tre giorni fa nella zona del Delta del Niger, in Nigeria, mentre erano al largo di Escravos su un battello piattaforma della multinazionale americana Chevron. I rapitori si sono avvicinati con delle imbarcazioni e, dopo aver sparato e ucciso un addetto alla sicurezza nigeriano, hanno minacciato di far saltare tutta la piattaforma. Solidarietà e vicinanza da parte dei sindaci di Piano e Meta di Sorrento alle famiglie dei rapiti. « Sono in attesa e in collegamento con la Farnesina per avere notizie dice il sindaco di Piano, Giovanni Ruggiero Cerco di dare coraggio alle famiglie di Alfonso Franza e Raffaele Pascariello e di far sapere che la cittadinanza è accanto a loro » . Mentre in alcune chiese i parroci hanno invitato i fedeli a pregare per i tre tecnici, i familiari preferiscono tacere e attendere. « Aspettiamo notizie. Questo non è il momento di parlare » si limita a commentare, ancora sconvolta, la cognata di Alfonso Franza.
Mentre il sindaco di Meta, Bruno Antonelli, dice: « Mi sono sentito con la Signora Celentano, è molto preoccupata per la sorte del marito e segue costantemente la vicenda attraverso un filo diretto con la Chevron. Siamo fiduciosi e vicini alla famiglia » . Del resto anche il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, non concorda sull’eccessiva attenzione che i media hanno concentrato sulla vicenda e in particolare, sui familiari dei sequestrati.
« Mi domando — ha osservato infatti da Roma — se questo è il dovere di informazione o se si tratta di un eccesso sgradevole e dannoso » . Infine solidarietà anche dalla presidente del consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo: « E sprimo sincera solidarietà dell’intero consiglio regionale della Campania, siamo vicini alle famiglie dei tecnici campani. Siamo fiduciosi e ci auguriamo che i nostri corregionali possano tornare il più presto a casa, insieme agli altri colleghi presi in ostaggi da una cellula del Mend » . Rosa Riccardo I familiari dei tecnici nelle mani dei guerriglieri: « Aspettiamo la Farnesina »