CALDO E SICCITA´, ALLARME DELLA PROTEZIONE CIVILE

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SICCITA’ E CALDO
Un aprile torrido ha pesantemente intaccato le riserve d’acqua italiane: da settembre ci sono state perdite dal 20 al 40% rispetto alla media del periodo. Lo indicano gli ultimi dati diffusi dalla Protezione civile, che pongono l’allarme soprattutto sul Po, la cui portata è arrivata ai minimi storici. E ad aggravare la situazione a giugno arriveranno le prime ondate di calore, avvisaglie di un’estate che si preannuncia bollente.

PRIMA META’ APRILE ALL’ASCIUTTO – Un marzo con le precipitazioni nella norma, nota la Protezione civile, aveva fatto tirare un respiro di sollievo. Ma la prima metà di aprile ha nuovamente accentuato il deficit idrologico stagionale. A ciò si aggiunge che le nevi alpine sono ormai in fase di rapida e progressiva fusione per le alte temperature di aprile.

IL PO PREOCCUPA – A preoccupare è specialmente il Po, dove le portate registrate alle cinque stazioni idrometriche di riferimento sono ovunque inferiori a quelle del 2003 e del 2006, anni particolarmente secchi. Alla stazione di Pontelagoscuro (Ferrara) la portata ammonta a 431 metri cubi al secondo, pari alla metà del valore medio storico di 953 metri cubo/secondo in tutto il periodo di riferimento 1924-2006. La Protezione civile invita quindi ad un’oculata gestione delle acque del più grande fiume italiano, garantendo prioritariamente l’approvvigionamento ad uso potabile. Ed il segretario generale dell’Autorità di bacino del Po, Michele Presbitero, fa sapere che per contrastare la siccità “stiamo invasando, in pratica ‘facendo riserva’, nei laghi alpini e nei bacini idroelettrici, lasciando defluire il minimo possibile”. Così, aggiunge, si cerca di trattenere la risorsa idrica per “distribuirla in futuro in modo più ragionato e concordato con tutti gli attori in campo”.

ANCHE I GRANDI LAGHI SI SVUOTANO – Quanto ai grandi laghi, i livelli del Garda e del Maggiore sono ben al di sotto della media stagionale. Per i fiumi, la situazione dell’Arno, specie in riferimento all’approvvigionamento idropotabile di Firenze, appare oggi di “ordinaria criticità”. Anche nel bacino del Tevere, in particolare in Umbria, le portate continuano ad essere inferiori a quelle registrate negli ultimi anni e vengono tenute sotto controllo. Al Sud, infine, si continua a registrare un calo dell’acqua negli invasi, anche se i valori sono ben lontani da quelli rilevati nell’estate del 2002, quando si verificarono le criticità maggiori.

ARRIVANO LE ONDATE DI CALORE – E, come se non bastasse la siccità, è in arrivo un’estate torrida. Alcuni modelli previsionali, indica la Protezione civile, segnalano “un’alta probabilità di ondate di calore, soprattutto a giugno”. A determinare un’ondata di calore è non solo l’aumento anomalo della temperatura, ma anche il livello di umidità e la durata dell’alta pressione. Si tratta di condizioni di caldo patologico che causano un aumento della mortalità nella popolazione. E proprio giugno, sottolineano gli esperti, è il mese più a rischio, perché gli organismi non si sono ancora adattati al caldo; in questo periodo si registrano così i maggiori eccessi di mortalità legata al clima. Il meteorologo Mario Giuliacci, del Centro Epson Meteo, si spinge a prevedere la prima ondata di caldo già alla fine di maggio. E la successiva stagione estiva, fa sapere, “si preannuncia più calda della norma”.






































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                                  Miki De Lucia