LA GINNASTICA AZZURRA VOLA AGLI EUROPEI

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 AMSTERDAM – Si chiudono con due ori (nel volteggio con Carlotta Giovannini e nel corpo libero con Vanessa Ferrari), un argento (anelli, Andrea Coppolino, pari merito con il bulgaro Jovtchev) ed un bronzo (sbarra, Igor Cassina) gli Europei azzurri di ginnastica artistica. Medaglie che si aggiungono all’oro vinto ieri sempre dalla Ferrari nel concorso generale. In totale fa cinque.

Solo in tre occasioni l’Italia aveva raggiunto un tale obiettivo in Europa: nel 1961 a Lussemburgo, nel 1965 ad Anversa e nel 1967 a Tampere. Un primo posto, quello della sedicenne di Orzinuovi, giunto abbastanza inatteso, dopo che la campionessa aveva fallito in successione la prova alle parallele asimmetriche e quella alla sbarra. Nella prima, una mancata presa ad inizio esercizio aveva compromesso la prestazione. Nella seconda uno sbilanciamento durante una rotazione e altra caduta dall’attrezzo.

Due passaggi a vuoto, accompagnati dall’impressione che Vanessa avesse ormai dato tutto nel completo, esaurendo le energie non solo mentali ma anche fisiche. Sesto posto alle parallele (oro all’ucraina Zgoba) ed ottavo cioé l’ultimo nella finale della sbarra (vinta dalla russa Yulia Lozhecko). Apparentemente poche speranze per la prova a corpo libero. Invece nella piccola Ferrari c’erano ancora energie insospettate. Esplose tutte nei salti da un angolo all’altro della pedana, fino a non lasciare scampo alle avversarie, se non per i gradini più bassi del podio.

Una prova di carattere che ha fruttato il secondo oro europeo, anche grazie al ritiro della temibile rumena Sandra Izbasa, fermata da un problema al collo del piede sinistro. Argento alla britannica Tweddle, bronzo all’ucraina Kozich. Ecco la differenza tra un atleta di livello ed un campione raccontata dalla stessa Vanessa: “Dopo le due cadute, prima del corpo libero mi sono concentrata sul mio esercizio, sapendo che era l’ultimo. Volevo farlo bene per non chiudere queste finali con un errore e ci sono riuscita”. Ora si godrà una meritata vacanza, le è stato chiesto. “Sì, c’é il primo maggio”.

L’altro oro di giornata è arrivato dalla Giovannini, anche lei 16 anni. Ha preceduto la tedesca Oxana Chusovitina e la russa Anna Grudko. E’ il ritratto della felicità Carlotta ed una dedica speciale da fare: “Come mi sento? Tre metri sopra il cielo risponde l’azzurra – E’ il mio film preferito e adoro Scamarcio. Vorrei tanto incontrarlo. Nella musica invece ascolto Tiziano Ferro. Quando sono venuta a Roma ho messo il lucchetto a Ponte Milvio”.

 Con un’amica, però, perché “il fidanzato non ce l’ho”. Oltre alla ginnastica segue con interesse il basket ed il pattinaggio artistico. “Il calcio? Non tifo per nessuno – conclude – solo per la Nazionale ed in particolare per Buffon. Oggi ho realizzato un sogno, ma nel cassetto c’é sempre Pechino. Ora, con il risultato di oggi, quel cassetto è leggermente socchiuso”.

Non meno importante il bronzo di Cassina, tornato a vincere in una manifestazione importante dopo l’argento di Debrecen nel 2005. E se l’olimpionico non avesse leggermente sporcato l’esercizio avrebbe meritato la piazza d’onore. Al tedesco Hambuechen va infatti riconosciuto di aver introdotto per la finale alcuni elementi che hanno reso il suo programma irraggiungibile. Secondo Pegan che ha preceduto Cassina di un decimo di punto.

 “Sono molto soddisfatto – ha dichiarato Igor – Era importante tornare nel giro dei medagliati. Questo bronzo, per quello che ho passato in questi ultimi anni, vale oro. I miei avversari oggi sono stati più bravi, ma l’importante è essere lì, pronti ad approfittare di ogni situazione favorevole”.
















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                                              Miki De Lucia

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