Roma/ Presa la rumena accusata dell´omicidio. Il pm: omicidio volontario. Ma lei si difende: un incidente

0

 










Cara Doina, certo, ora tutto è difficile da spiegare. Anzi, impossibile. Ti hanno trovato grazie alla più grande caccia all’uomo mediatica degli ultimi anni nel nostro Paese. Il tuo volto era in tutti i telegiornali, in tutti i siti internet, su tutti i giornali. Assieme a quello della tua amica, minorenne. Il video della metropolitana è per certi versi sconvolgente perché vi muovete in velocità, ma senza agitazione apparente, come se davvero steste facendo il possibile per non dare nell’occhio, per non apparire in fuga da qualcosa o da qualcuno. E’ qui che il tuo meccanismo difensivo si scontra con la realtà.


Se davvero è stato un incidente, se davvero non volevi colpire Vanessa, se hai solo alzato il braccio che reggeva l’ombrello, se è stata una tragica coincidenza, una incredibile fatalità, a condurre il puntale dell’ombrello esattamente nell’orbita dell’occhio della ragazza, provocando la rottura di un’arteria cerebrale e dunque quella morte orrenda, indicibile, se tutto questo fosse vero, la reazione umana più semplice e scontata sarebbe stata quella del soccorso immediato, della richiesta di aiuto, della ricerca di un medico, di un’ambulanza, di qualcuno che fermasse il convoglio della metropolitana alla prima uscita utile. E invece nulla di tutto questo, tu e la tua amica avete abbandonato Vanessa morente al suo destino e vi siete dileguate, mentre gli altri passeggeri rimanevano impietriti di fronte a una scena assurda, incredibile.


Hai detto che ti saresti costituita, che non volevi scappare. Ma anche questo è assurdo, e fa a cazzotti (passami il termine) con la realtà: non appena ti sei accorta che ti stavano cercando avresti dovuto e potuto telefonare ai carabinieri o rivolgerti a un avvocato, insomma fare qualcosa di umano, di coerente, di semplice. Niente di tutto questo, e dunque ora non puoi pretendere neppure quella umana pietà che pure si potrebbe accompagnare a una tragedia così pazzesca. Senza contare il danno terribile che il tuo comportamento reca a tutte le donne non italiane che ogni giorno si muovono utilizzando i mezzi pubblici del nostro Paese.


Come pensi che saranno viste dagli altri? Quanta diffidenza in più, quanta paura? Non possiamo continuare a vivere in un’angoscia crescente. Immagino che la tua vita non sia facile, venire dalla Romania in cerca di fortuna, prostituirsi, costruirsi una vita fasulla, incontrare persone che ti pagano e ti usano, tutto quello che vuoi. Ma Vanessa, che c’entrava? Perché avete litigato al punto da reagire (o aggredire) con tanta inaudita violenza? Cerca dentro di te una risposta, cerca fuori di te un comportamento adeguato, almeno adesso, anche se è troppo tardi.


 


 


La caccia è finita. E’ stata fermata la donna rumena sospettata
di aver ucciso con un colpo di ombrello nell’occhio Vanessa Russo nella metropolitana di Roma. Doina Matei di 21 anni e l’amica minorenne (che appare nelle immagini delle telecamere a circuito chiuso della metrò), sono state bloccate a Tolentino, in provincia di Macerata. Assieme a loro è stato arrestato un operaio argentino con l’accusa di favoreggiamento. Vive in una casa di campagna in Contrada Cisterna, nei pressi di un salumificio. Proprio in quella casa stava ospitando le due prostitute, in fuga da Roma. A Tolentino vive anche la madre della diciassettenne.










 


Doina Matei, prostituta rumena, si difende: “L’ho colpita inavvertitamente”, ha detto agli inquirenti. La ragazza diciassettenne che era con lei su quel vagone della metropolitana è stata per ora trasferita in un centro di prima accoglienza per minori delle Marche, dove le due giovani romene sono state arrestate ieri. Doina Matei è l’unica indagata per l’omicidio: secondo le testimonianze raccolte è stata lei a colpire Vanessa Russo con la punta di un ombrello perforandole una cavità orbitaria e causando la rottura di un’arteria cerebrale.


LA DIFESA – Difesa dall’avvocato Giuseppe Di Napoli, Doina Matei ha parlato della degenerazione di un diverbio con Vanessa culminato con la reazione di quest’ultima che l’avrebbe prima schiaffeggiata e quindi avrebbe tentato di sopraffarla. Nel tentativo di ripararsi la Matei – questa è la sua versione – avrebbe alzato la mano con la quale impugnava l’ombrello e Vanessa avrebbe urtato la punta. La ricostruzione dei fatti della romena non ha però convinto inquirenti e dirigenti di polizia e carabinieri presenti all’interrogatorio: non collima con il racconto dei testimoni e presenta incongruenze. I magistrati hanno emesso il provvedimento di fermo e la romena è uscita dal palazzo di giustizia in manette per essere condotta nel carcere di Rebibbia. Nelle prossime ore chiederanno la convalida del fermo e ci sarà l’udienza di convalida


 


 


 


ROMA – Le due donne ricercate per l’uccisione della ragazza Vanessa Russo, ferita nella metropolitana di Roma, sono state bloccate dai carabinieri all’uscita di un supermercato a Tolentino, in provincia di Macerata. Sono entrambe romene: una, Doina Matei, ha 21 anni, l’altra e’ minorenne. Sono conosciute per essersi prostituite. A Tolentino avrebbero trovato rifugio da un loro amico, arrestato per favoreggiamento, dopo essersi allontanate dalla capitale. Le loro foto diffuse dalla polizia sono state decisive.



DOINA MATEI: E’ STATO UNA TRAGICO INCIDENTE

Un tragico incidente. Vanessa Russo sarebbe finita con il volto sulla punta dell’ombrello alzato in un tentativo di difesa. Si e’ difesa cosi’ Doina Matei, la romena accusata dell’omicidio avvenuto giovedi’ scorso nella stazione Termini della Metropolitana di Roma, davanti al procuratore aggiunto Italo Ormanni ed al sostituto Sergio Colaiocco nel corso dell’interrogatorio durato circa un’ora. I magistrati hanno emesso il provvedimento di fermo e la romena e’ uscita verso le 4 dal tribunale in manette per essere condotta nel carcere di Rebibbia. La ventunenne romena, difesa dall’avvocato Giuseppe De Napoli, ha dichiarato ai magistrati ed ai dirigenti di polizia e carabinieri presenti di aver avuto un diverbio con Vanessa e che questo avrebbe scatenato la reazione della romana la quale, secondo l’indagata, le avrebbe dapprima dato uno schiaffo e successivamente le si sarebbe avventata contro. Nel tentativo di ripararsi la Matei, ha sottolineato, avrebbe alzato la mano con la quale impugnava l’ombrello e sulla punta di questo sarebbe finita Vanessa. La ricostruzione dei fatti della romena non ha convinto gli inquirenti soprattutto alla luce delle testimonianze di chi ha assistito alla scena. Oggi i magistrati chiederanno la convalida del fermo e l’udienza di convalida si terra’ probabilmente mercoledi’ prossimo. Doina Matei e’ l’unica indagata per omicidio volontario dalla procura di Roma per la morte di Vanessa Russo. La posizione della minorenne fermata a Tolentino sara’ invece esaminata dal tribunale dei minorenni.

AUTOPSIA: MORTA PER ROTTURA DI UN’ARTERIA CEREBRALE
Una lesione grave, procurata dalla punta dell’ombrello che ha perforato una cavità orbitaria provocando una frattura, e che ha determinato la rottura di un’arteria cerebrale. E’ quanto ha accertato l’autopsia. L’esame è stato eseguito al cimitero del Verano dal dottor Dino Mario Tancredi dell’istituto di medicina legale della Sapienza.


ATTESO IL NULLA OSTA AL FUNERALE
Sarà probabilmente rilasciato nelle prossime ore dall’autorità giudiziaria il nulla osta per il funerale di Vanessa Russo. L’atto sarà firmato dal procuratore aggiunto Italo Ormanni e dal sostituto Sergio Colaiocco. Il funerale della ragazza si svolgerà a cura del Comune di Roma


















ASSOCIATE
Parma: giallo risolto, ragazza morta dopo ‘festino’
 
SPECIALI
LE NUOVE IMMAGINI
 
ALTRE FOTO











RAGAZZA MORTA A ROMA: IL FRATELLO, ERA SEMPLICE E SERENA
www.ansa.it


                                                  Miki DeLucia